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martedì 14 giugno 2016

Pane arabo


500 gr di farina 0
300 ml di acqua;
10g di lievito di birra
10g di sale

Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida e aggiungere a pioggia la farina. A questo punto aggiungete il sale, io impasto con un mestolo di legno inizialmente, poi mi aiuto bagnandomi le mani e prendendo un lembo di pasta dall'esterno e l ripiego verso l'interno, continuo così con tutta la superficie, giro l'impasto sottosopra e lascio riposare. Ogni venti minuti ripeto le pieghe e le faccio per 4/5 volte fino a quando l'impasto non sarà ben liscio. 
Una volta finito metto l'impasto a lievitare fino al raddoppio.
Rovesciate l'impasto sulla  spianatoia infarinata con semola e, con le mani, allargatelo a rettangolo fino a raggiungere uno spessore di circa 1,5cm.

Con un tarocco dividete l'impasto in 6 pezzi, spolverateli bene e trasferiteli sulla teglia.  Copriteli con pellicola e fateli nuovamente lievitare per circa un'oretta.

Preriscaldate il forno a 250° statico con un piccolo pentolino d'acqua sul fondo per creare vapore, infornate per 5 minuti,
dopodiché abbassate la temperatura a 220° e terminate la cottura per altri 15 minuti. Togliete il pentolino d'acqua prima dello scadere dei 15 min,e gli ultimi due minuti lasciate il forno aperto in modo da far fuoriuscire il vapore.


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domenica 29 maggio 2016

Pane semplice con licoli

In una casa abitata da studenti universitari fare il pane non è proprio consuetudine, eppure la soddisfazione che provo quando sento diffondersi quell'odore tipico della farina tostata è veramente stupendo.

Non sempre mi vengon fuori pagnotte belle e che si mantengono buone per molto tempo, però col tempo affinerò la pratica. Per prima cosa mi affido a ricette infallibili come questa che vi posterò, ancora ricetta di Pat Pan di pane, ovviamente.. provate e vedrete la meraviglia ;)


300 gr di licoli non rinfrescato (Esubero) o stessa quantità di prefermento*,
500 gr di Farina bio tipo 0,
275 gr di acqua di rubinetto fredda,
1 cucchiaino di malto, zucchero o miele e
12-15 gr di sale.

Procedimento:
Sciogliere il lievito in acqua, sbattere un po facendo formare un po di schiuma.
Aggiungere malto o altro e a seguito la farina, impastare per 7 minuti ed aggiungere il sale, finire d'impastare (tott. 10 minuti circa, la farina 0 essendo debole non regge tempi più lunghi di lavorazione). 
Fare riposare l'impasto fare delle pieghe a tre o Stretch & Fold a distanza di un'ora. Dare la forma a pagnotta e mettere a lievitare in un cestino ben infarinato. Dall'impasto ci vogliono circa 5 ore o poco più prima d'infornare.

Cottura:
Cottura in salita a forno umido. Infornare a 160°C con forno in salita a 240°C, con all'interno un pentolino con poca acqua. Quando inizia a colorarsi la crosta calare a 180°C fino a fine cottura (1 ora) , per gli ultimi 10 minuti creare uno sfiato socchiudendo il portello del forno (usate a bloccarlo un cucchiaio di legno).
Lasciare raffreddare su una gratella prima di tagliare.


La ricetta originale la trovate qui



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martedì 27 ottobre 2015

Pizza come in pizzeria con licoli






  • 360 gr  di  farina 0 per pizza; (io 250g)
  • 100 gr di farina 0 forte (W330); (io 210 di manitoba rossetto)
  • 100 gr di semola;
  • 350-360 gr  d 'acqua;
  • 10 gr di sale;
  • 40-50 gr di licoli oppure 3 gr di lievito di birra
  • due cucchiai d'olio.



Rinfrescate il vostro lievito naturale in coltura liquida secondo abitudine; 


Iniziate con l'autolisicioè idratate la farina setacciata con 300 ml d'acqua (mettete da parte i restanti 60 ml e conservateli in frigo).

Mescolate grossolanamente con un cucchiaio di legno ( l'impasto si presenterà stracciato e non omogeneo) e fate riposare da mezz'ora a due/tre ore.
Trascorso il riposo, sciogliete il lievito  in 40 ml d'acqua ( tenete da parte solo 20 ml d'acqua in cui scioglierete il sale) unite l'impasto autolitico ed iniziate ad impastare.



Quando l'impasto è liscio versate il sale con il goccino d'acqua tenuto da parte;
 unite l'olio a filo. Impastate ancora molto bene fino ad assorbimento.
L'impasto deve essere bello liscio ma non è necessario  raggiungere l'incordatura ( altrimenti potreste  incontare qualche difficoltà nella stesura dell'impasto sottile).



Trasferite in una ciotola e sigillate con pellicola;
fate riposare l'impasto 2-3 ore ,deve iniziare a gonfiare.



Lasciate l'impasto in frigo, nella parte più bassa, per 36-48 ore.
Dovrete tener sott'occhio l'impasto, perchè si comporterà diversamente a seconda della temperatura. 
In teoria in frigo non dovrebbe crescere e lievitare, ma se così non fosse e crescesse un po' troppo, consiglio di abbassare la temperatura del frigo e di ridurre i tempi di lievitazione pre-cottura

Trascorsa la maturazione, togliete l'impasto dal frigo (io alle 13) aspettate che l'impasto inizi a crescere in ciotola (circa 1 ora e mezza, 2) e procedete alla pezzatura (ore 15) su spianatoia cosparsa di semola, pirlando bene ogni panetto.
Coprite i panetti e fate riposare, a seconda della temperatura, dalle 2 ore (d'estate) alle 6 (in pieno inverno).

Ricordo che i tempi sono puramente indicativi, non dipendono solo dalla temperatura ambientale e dalla forza del lievito madre, ma anche da come si presenta l'impasto alla fine della maturazione. Se è cresciuto abbondantemente (oltre il raddoppio), modestamente (raddoppiato) o se la lievitazione si è stoppata una volta messo in frigo, e deve quindi proseguire a temperatura ambiente. Dovrete regolarvi monitorando i volumi,

Io alle 19.30 ho steso ed ho cotto su una bistecchiera in pietra che ho fatto arroventare per qualche minuto, mentre il forno era già arrivato a temperatura in modalità solo grill.

Per maggiori delucidazioni sulla cottura testo-grill guardate questo video: 



Ho steso la pizza sulla spianatoia cercando di assottigliare il panetto ma allo stesso tempo facendo attenzione a non sgonfiare le bollicine.



Ho sistemato la pizza sul tagliere e ho condito la pizza mettendo tutti gli ingredienti. Questa operazione richiederà 1/2 minuti, nel frattempo l'impasto sarà già gonfiato e il fondo della pizza si sarà dorato, dopodichè se la bistecchiera è adatta per andare il forno si può metterla sulla griglia nella tacca più vicina alle resistenze, altrimenti dovremo prendere con attenzione la pizza e metterla direttamente sulla griglia del forno per far abbrustolire tutto il cornicione e per far sciogliere la mozzarella.



Qui di seguito ecco le mie pizze:





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mercoledì 5 agosto 2015

Panini con lievito madre cotti in padella

Non sono mai stata una lamentosa, né sono mai stata insofferente al caldo.
Anzi, è sempre stato più probabile vedermi d'estate con la maglia e i jeans ma quest'anno è diverso.
Forse sto invecchiando o forse sta facendo veramente un caldo terribile ma la verità è che non passa una giorno senza che io sia completamente grondante di sudore a dire "caldo del cavolo, quando arriva l'inverno!!".

Ovviamente anche col caldo non posso mica rinunciare alla mia passione più grande: gli impasti; non sia mai, però niente forno. E come si fa? Ecco l'escamotage.

Nel gruppo fb La Pasta madre liquida: il licoli del quale faccio parte da quando ho creato Vito, Rosi Montoya - un'utente - ha pubblicato una bellissima ricetta per creare dei panini da cuocere non al forno, ma in padella. Potete vedere da voi il risultato, panini ben cotti e dalla mollichina fitta ma ugualmente alveolata. Si preparano in giornata e si conservano bene per qualche giorno in una bustina per alimenti e quindi se anche voi come me non volete smettere di impastare, ma vi rifiutate categoricamente di accendere il forno eccovi trovata la soluzione.



Per 10-12 panini:
Ricetta di Rosi Montoya
  • 220 gr farina 0
  • 100 gr semola rimacinata
  • 60 gr licoli
  • 200 gr acqua
  • 1 cucchiaio olio evo
  • 3 gr malto polvere
  • 7 gr sale

Dunque io ho preso l'abitudine di non rinfrescare il licoli e di attenderne il raddoppio prima di usarlo negli impasti, ma lo uso direttamente dal frigo e anche Rosi per questa ricetta ha usato il licoli freddo e rinfrescato 5 giorni prima. Ma ognuno si senta libero di procedere come meglio crede.

Io ho impastato a mano mettendo tutti gli ingredienti assieme e per ultimo l'olio.
Ho fatto rilassare l'impasto per 15min sulla spianatoia dopodiché ho fatto un giro di pieghe a 3 e ho lasciato lievitare in una ciotola unta fino al raddoppio.
Poi ho sgonfiato con le mani, ed ho schiacciato ed allungato l'impasto. Ho ricavato dei dischetti di 1 cm di spessore che poi ho allungato per ottenere delle ciabattine, li ho messi a lievitare su una teglia infarinata e li ho coperti con pellicola.



Una volta gonfi ho scaldato una padella fino a farla diventare rovente e facendo attenzione a non sgonfiarli ho preso pochi panini alla volta e li ho adagiati dentro facendoli cuocere a fuoco forte con coperchio per 2/3 min fino a farli dorare, poi ho abbassato il fuoco e li ho girati, li ho coperti e ho atteso che dorassero anche dall'altro lato per una cottura totale di almeno 5 minuti.
Una volta cotti farli raffreddare sulla griglia.

PS: se io avessi voluto adattare la ricetta per farla con lievito di birra ne avrei messo un 1 grammo e avrei iniziato ad impastare al mattino per avere una lievitazione più lenta.

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sabato 23 maggio 2015

Pane senza impasto con lievito madre liquido

Inizio subito col dire che la ricetta è di Pat Pan di Pane, e per chi conosce un pò il mondo dei food blogger e per chi è appassionato di lievitati questo nome non può lasciare indifferenti.
La ricetta è presa da qui e la copierò sfacciatamente a) perchè l'ho seguita pedissequamente senza sgarrare di una virgola ed è bene che lo facciate anche voi se volete ottenere una meraviglia di pane, b) perchè è spiegata talmente bene che io non saprei neanche lontanamente riuscire a fare meglio. 



Dunque è un pane senza impasto e che io ho preparato due volte nel giro di due settimane.
Con questa ricetta ho fatto il mio secondo pane da quando ho creato il licoli.
Il primo era una vera schifezza, una suoletta di scarpe profumata di farina vuoi perchè la ricetta era improvvisata, vuoi perchè il lievito non era molto in forze.
Poi invece quando ho provato a fare questa ricetta ed è andato tutto liscio a momenti mi commuovevo.
Vedere il pane che lievita è una cosa magica, poi quando gonfia ulteriormente in forno allora inizi a saltellare per casa tutta felice e contenta, per non parlare poi di quando tagli la fetta e vedi i buchi...

E' una ricetta veramente comodissima, perchè c'è poco da piastricciare, e per quelle giornate in cui non vuoi stare a sporcare planetaria e spianatoia, e non vuoi star dietro all'incordatura perfetta, al velo ecc ecc questa è la ricetta perfetta.
Si prepara la sera, si lascia riposare in frigo una notte e poi al mattino la si riprende e alla sera ti ritrovi con un pane bello, buono, profumato e pieno di bolle.

La prima volta che l'ho preparato - e avevo come riferimento le foto di Pat - ero molto titubante all'idea che avrei raggiunto lo stesso risultato, perchè le foto pubblicate da lei sono bellissime con delle fette di pane con una mollica super alveolata e dalla crosta che solo a vederla sembrava croccantissima, 
Poi invece quando ho tagliato la fetta sono rimasta sbalordita, e non vi dico la soddisfazione.. 



Ricetta:500 gr di faina 0 Bio,330 gr di acqua fredda di rubinetto,100 gr di PM solida (al 40% o al 50%) rinfrescata e matura1 cucchiaino di malto o miele o zucchero ,10-12 gr di sale fino.oppure con la liquida :500 gr di faina 0 Bio,280 gr di acqua fredda di rubinetto,150 gr di Licoli (al 100% o al 130% d'idr.) rinfrescato e maturo,1 cucchiaino di malto o miele o zucchero ,10-12 gr di sale fino.
Procedimento:Sciogliere, con un cucchiaio di legno o una spatola di silicone in una ciotola, grossolanamente la PM nell'acqua. Aggiungere la farina, gli altri ingredienti e amalgamare grossolanamente,  aggiungendo ad ultimo il sale. Mescolare in tutto per 2 minuti circa. Riporre la ciotola così com'è in frigorifero coprendola con della pellicola trasparente, per circa 9-10 ore o più. Tolta dal frigorifero, lasciare tornare a temperatura la massa per circa 2 ore. Stendere delicatamente l'impasto aprendolo delicatamente con le dita e dare delle pieghe a fazzoletto* per creare la forma della pagnotta. Mettere a lievitare in un cestino foderato di tessuto o in una ciotola con canovaccio ben infarinati di semola o farina da polenta, con la chiusura dell'impasto rivolta verso l'alto. Coprire e lascio lievitare fino a che avrà sviluppato il doppio del volume  (circa 8 ore a t.a. con 22-24°C ). Dipende molto dalla temperatura ambiente.
*Pieghe a fazzoletto:allargare l'impasto delicatamente come a formare un quadrato (il fazzoletto) e riporto i 4 angoli verso il centro dell'impasto. Si formano ulteriori 4 angoli, riporto anche questi al centro e li pizzico un po tra loro per non fare riaprire l'impasto. Metto ora a lievitare.
Cottura:Riscaldare intanto il forno fino a 220°C con dentro un pentolino in metallo vuoto. Ribaltare sulla placca il pane con un movimento deciso e sicuro, accarezzare la superficie con della farina,  fare i tagli con una lametta e infornare a 220°-240°C con umidità creata buttando 1/3 di bicchiere d'acqua nel pentolino metallico ormai rovente. Puntare la cottura per un'ora. Fare salire la temperatura fino a 240°C e dopo abbassare, prima a 220°C  e poi a 200°C nella prima mezz'ora. Gli ultimi 10 minuti cuocere con il forno a spiffero, con un cucchiaio di legno per tenere aperto il portello del forno e far fuoriuscire l'umidità accumulata. Verificare la cottura battendo sul fondo del pane con le nocchie delle dita, deve suonare a vuoto come un tamburo! Fare raffreddare su una gratella o sollevato in verticale contro la parete, in modo che circoli aria e non si depositi la condensa che ammorbidirebbe la crosta.

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sabato 27 dicembre 2014

Esubero di lievito madre// grissimi morbidi alle olive & chapati

Finalmente pubblico la prima ricetta fatta con Vito, il mio lievito madre.
Trattasi di una cosa semplice e che ho preparato dopo 20 giorni dalla sua nascita, e sono i grissini alle olive, tipo quelli morbidi che si trovano negli autogrill.
Io mi sono rifatta a questa ricetta e l'ho seguita pedissequamente. Il risultato, per essere la prima volta che il lievito madre veniva impiegato, è stato soddisfacente.
Il profumo era ottimo, e la consistenza croccante fuori e morbida dentro era proprio quella che speravo di ottenere.



Ho impastato 3/4 cucchiai di lievito naturale (il mio era stato rinfrescato da un giorno e l'ho usato freddo di frigo) e un paio di etti di farina, un pizzico di sale, due cucchiai di olio e acqua quanto basta ad ottenere un impasto morbido ma asciutto.
Ho messo a lievitare in un luogo tiepido, e intanto ho sminuzzato un bel po' di olive verdi.
Dopo un paio d’ore di lievitazione ho allargato delicatamente l’impasto, l' ho cosparso con le olive e l' ho reimpastato e poi l'ho messo di nuovo a lievitare.
Quando l’impasto è ben lievitato l'ho capovolto su un piano ben infarinato con semola e ho ricavato i grissini solo tagliandoli con una spatola e tirandoli leggermente con le mani. In forno per 150/20 minuti (dipende dal forno).


Un altra pratica soluzione per smaltire gli esuberi di pasta madre è fare una sorta di pane Chapati che se non vado errata è un pane indiano, simile alle piadine.
Per prepararlo occorre del lievito madre, io penso di averne usato 100g, un cucchiaio di olio, e farina quanto basta per creare un impasto sodo!
Dopodiché si ricavano dall'impasto delle palline che si stendono con mattarello e si cuociono in una padella senza olio. Io ho cotto il chapati su una piastra che ho fatto arroventare, una volta che sulla superficie dell'impasto si saranno create le bollicine allora sarà possibile girare il pane e infine gustarlo.

 
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sabato 6 dicembre 2014

Carbonara rivisitata e scomposta

 
Io normalmente non amo rivisitare i piatti, la mia cucina non è innovativa, creativa o all'avanguardia e quando mi confronto con dei classici della cucina tendo ad eseguire con reverenza e non a stravolgere. Però poi mi viene fatto presente che su Youcook c'è una gara per la quale bisogna cucinare la carbonara ovviamente più originale è tanto meglio è.
Io più che per la gara in se ho voluto partecipare proprio per sviluppare questa idea, che mi è balenata in testa con una immediatezza e una forza tale che non mi ha abbandonata e mi ha costretta nonostante sia stra-super-impegnata con gli esami imminenti a ritagliarmi un po' di tempo a sviluppare questa sorta di carbonara scomposta e rivisitata.

 
 

Concettualmente questo piatto è nato pensando alle patatine fritte che a casa mia mangiamo con l'uovo fritto e che possibilmente pucciamo all'interno del tuorlo morbido.
Così immediatamente le patatine sono diventate la tria pugliese ossia la pasta fritta che si mangia assieme alla pasta e ceci mentre l'uovo che io solitamente mescolo con i formaggi in questo caso si sono totalmente separati andando ad essere le salsine ideali per la pasta fritta.
Poi però, non avendo mai mangiato ciceri e tria e non sapendo che consistenza avesse la pasta fritta ho temuto che fosse troppo dura e secca e così ho optato per un tipo di pasta della quale ricordavo l'esistenza e che ho rivisto qui le Pincinelle, un tipo di pasta marchigiana che viene fatta con l'impasto del pane, quindi un impasto lievitato, per le quali ho utilizzato il mio licoli.
Ho infatti pensato che utilizzando un impasto lievitato, in frittura sarebbe rimasto più morbido..

Dunque, partiamo:
  • pancetta
 PER LE PINCINELLE:
  • 65gr di lievito madre idratato al 100%
  • 235gr di farina
  • 100gr di acqua
  • olio per friggere
PER IL TUORLO FRITTO:
  • 2 tuorli
  • pangrattato
  • olio per friggere
PER LA FONDUTA:
  • parmigiano qb
  • pecorino qb
  • latte qb
  • pepe nero
 
 
Per prima cosa ho preparato i tuorli, in due pirottini usa e getta di alluminio ho messo una cucchiaiata di pangrattato, ho creato una conca all'interno e vi ho adagiato molto delicatamente il tuorlo, li ho ricoperti con altro pangrattato e li ho messi in frigo per una notte. Questo ovviamente è il procedimento che lo chef Cracco ha più volte spiegato nel suo libro e non solo.

L'indomani ho preparato la pasta sciogliendo il lievito nell'acqua, aggiungendo la farina e impastando tutto per bene fino ad ottenere un impasto liscio. Ho lasciato lievitare fino al raddoppio e poi cercando di non sgonfiare molto l'impasto ho ricavato delle striscioline di pasta assottigliandole tra le mani ho fritto in abbondante olio ho scolato su carta cucina e intanto ho rosolato la pancetta a cubetti in una pentola antiaderente fino a renderla croccantissima. L'ho sollevata con una schiumarola e l'ho fatta asciugare su della carta cucina. (l'altra quella che rimane va lessata e condita normalmente)

Intanto mi sono dedicata alla fondutina scaldando il latte e aggiungendoci poi i formaggi grattugiati, ho atteso che il formaggio fondesse e il latte si ritirasse un  po', nel frattempo ho girato con la frusta, poi una volta pronta ho messo a raffreddare in una ciotolina ed ho aggiunto il pepe.
 
 
 
 
Ho iniziato a comporre il piatto mettendo ai lati del piatto la fonduta, e al centro la pasta fritta e leggermente salata, proprio all'ultimo ho delicatamente prelevato i tuorli dai pirottini e li ho fritti per pochissimi secondi fino a rendere l'esterno croccante. Ho posizionato i tuorli sulla fonduta e ho completato con la pancetta croccante.
Ah, ovviamente il tuorlo era liquido ;)
 
 
 






Se avete un account su youcook e vi  fa piacere "slurpare" la mia ricetta vi lascio il link e poi qualche altra foto del tuorlo liquido nel caso non vi sembri abbastanza liquido :D
 



 
 
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giovedì 20 novembre 2014

Lievito madre in coltura liquida // Vito II.. nasce, cresce, lievita..


Lievito madre creato col metodo Bonci giorno 08/11/2014. La foto è stata scattata giorno 20/11/2014.


Vito II non è il nome di un imperatore romano poco conosciuto, bensì è il mio lievito madre.
E si chiama Vito II perché qualche mese fa avevo già creato da zero il mio lievito madre ( Vito I per l'appunto) e ne parlavo brevemente qua, solo che boh..forse perché non ci credevo neanche io, forse perché non avevo dato molta importanza a questo miracolo della natura, ma non avevo fatto alcuna foto, l'ho allevato in sordina anche per qualche mese, l'ho fatto diventare un bestione in forze ed ho anche panificato, eppure nel blog solo una minima citazione e niente più.

Poi capita che le vacanze estive incombono, che in aereo non me lo fanno portare e allora che faccio?
Lo essicco come dice Adriano nel suo post? (che più che un post è un vangelo per i lievito madre addicted.. leggetelo leggetelo) Lo butto? Complice anche il fatto che due giorni prima della partenza studiavo per un esame non mi è stato possibile essiccarlo, quindi l'opzione "butta tutto" si stava facendo sempre più concreta, poi all'ultimo minuto dico "sai che faccio? lo schiaffo in una bustina e lo congelo.. tanto, perso per perso".
E così ho fatto.. al ritorno dalle vacanze però il mio Vito era più stecchito che altro così ho fatto quello che probabilmente avrei dovuto fare subito: ho cestinato tutto e via.

Devo dire che per chi panifica, si cimenta con panettoni e pandori avere il lievito madre è una soddisfazione immensa. Al di là della qualità dei prodotti, si riescono a fare cose che con il lievito di birra sarebbe impossibile, o quasi, produrre.
Per cui settimanalmente rinfrescare il lievito, portarselo in giro per casa come fosse un bebè, comprare farine su farine e dedicarsi con amore a quest'arte viene facile, e una volta dentro non si vuole più uscire.

Ma per una studentessa universitaria come me le cose si fanno più complesse.. Se giro per casa con Vito in braccio mi prendono per matta, si ok.. compro farine e lo accudisco con amore, ma poi che ci faccio? Ho un panificio sotto casa.. il panettone non lo faccio..
In soldoni per i primi mesi non mi pesava la scelta di aver silurato Vito.
Ma ora, complice anche il fatto che di meraviglie prodotte con questo lievito ne vedo a migliaia grazie ai gruppi facebook in cui sono iscritta, complice anche il fatto di aver scoperto questo blog che fa qualsiasi meraviglia possibile e immaginabile con il lievito madre... mi è di nuovo presa la manìa.

Così mi sono documentata..
E se al posto della pasta madre solida facessi il li.co.li (lievito in coltura liquida)?
E' la stessa cosa della pm solida, ci crea allo stesso modo, ma contiene semplicemente una maggiore percentuale di acqua, ciò rende il li.co.li meno incline ad inacidirsi e di conseguenza necessita di una frequenza minore di rinfreschi.. addirittura una volta ogni 30/40 giorni, inoltre si rinfresca con una forchetta o una frusta direttamente nel vasetto di vetro senza dover impastare nulla.
Capite bene che leggendo una cosa del genere io vado in brodo di giuggiole.. perché è proprio quello che fa per me che non ho la costanza di panificare, ma che quando mi prendono i 5 minuti posso disporre del lm che non necessita di un impegno settimanale costante.

Quindi mi informo bene su quale sia il metodo migliore per crearlo e trovo Serena che ha utilizzato la tecnica di Bonci e che ha addirittura aperto una pag facebook per aiutare chi decide di addentrarsi in questa avventura. Così sono partita.

NB: Per chi volesse informarsi in toto su cosa sia il li.co.li, come si gestisce, tutti i criteri igienici, ciò che attiene all'acqua o alla farina da usare, o per chi semplicemente avesse voglia di leggere l'esperienza di Serena allora il link è sopra.

Dunque,  Sabato 8 alle ore 12 ho presto un vasetto di vetro, vi ho messo dentro 50g di yogurt bianco, 50g di farina manitoba tipo 0 del molino rossetto, e 50g di acqua.

(Serena, o meglio Bonci, consiglia di usare uno yogurt biologico ma io non ne riesco a trovare nemmeno mezzo per cui ho optato per uno yogurt bianco di qualità, e in più consiglia di utilizzare una farina forte.. con una percentuale proteica di circa 12/13g altrimenti non riesce ad ottenere nulla di nulla)


Mescolo tutto con una forchetta, chiudo il vasetto e metto a riposare, coperto con un plaid perché qui fa freddo, per 48 h.



lievito madre appena creato

 
lievito madre appena creato


Dalle foto probabilmente non si capirà bene. Ciò che rileva è che la consistenza è cremosa, io in mancanza di un vasetto col tappo l'ho sigillato bene con la pellicola, ho segnato il livello sul vasetto per poterlo controllare in caso di crescita e niente.. a nanna per 48h.

Dopo 48h, Lunedì 10 alle 12 lo riprendo e noto che non c'è stata alcuna crescita, il lievito è rimasto a quel livello, però sulla superficie si notavano alcune bollicine sintomo che qualcosina si era attivato.
E' normale che dopo 48 si intraveda poco o nulla, quindi non disperate, poi ho proceduto col primo rinfresco.

"il consiglio di Bonci, è di annusare il lievitino. Se lo sentite poco acido, togliete solo la parte superficiale o nulla, se lo sentite più acido una cucchiaiata in più. Seguite la vostra sensibilità. Io ne ho tolto proprio poco, un cucchiaino in superficie." Così dice Serena.. e così ho fatto anche io.

Dopodiché ho aggiunto 50g di farina e 50g di acqua  (non si elimina nulla e si aggiungono le dosi iniziali di farina e acqua). Ho rimescolato bene tutto ed ho coperto con pellicola bucherellata o garza bagnata e strizzata. Secondo Bonci bisognava farlo riposare altre 48 h ma il mio presentava ancora evidenti bollicine che denotavano che qualcosa si era mosso,

Lievito madre dopo 7h dal primo rinfresco



 
così dopo 7h (alle 19) dal primo rinfresco Serena mi consiglia di aspettare che le bollicine scomparissero e di procedere col secondo rinfresco di Vito II, eliminandone la parte superficiale in base alla sua acidità, e di continuare con pari peso di farina e 5ml in meno di acqua (50g e 45 g), ho coperto con la garzina umida ed ho coperto con il plaid. Come spiega Serena se c'è troppa acqua il lievito pesa troppo e non ha la forza di ergersi, così diminuire l'acqua aiuta il lievito a crescere meglio.

Dopo 3h ho notato che erano di nuovo comparse le bollicine in superficie il che mi ha fatto capire che il lievito stava rispondendo bene ai rinfreschi e che era vivo.

22:00, 3 ore dopo dal 2° rinfresco, si notano delle bollicine in superficie

 
Quindi mi consulto con Serena sul gruppo che mi dice "Domattina vedi come si presenta, se ha bollicine, se ha lasciato un segno sul vaso perché è cresciuto e collassato. Poi ti regoli. Se c'è stata attività lo rinfreschi, se tutto tace aspetta le 24 ore dall'ultimo rinfresco ( quindi le 19)"

Martedì 11 verso le 10:30 lo trovo così:







con tante bollicine in superficie ma anche ai lati, e cresciuto di circa un cm rispetto al segno fatto la sera prima alle 22.
Così ho atteso che smettesse di crescere ed alle 13:00 ho proceduto al terzo rinfresco annusando, eliminando eventualmente la parte superficiale e aggiungendo pari peso di acqua e farina (50g e 50g).

Dopo 7h dal terzo rinfresco lo trovo nuovamente cresciuto di un cm e pieno di bollicine, niente di diverso rispetto al giorno prima,ma la differenza la fa la tempistica, se questa volta erano servite 7h quella precedente invece aveva impiegato tutta la notte. Ho aspettato che smettesse di crescere ed ho fatto il quarto rinfresco alle 21:30 con 100g di lievito 30 acqua e 30farina.
Ho chiesto però a Serena se fosse normale che il mio lievito crescesse si, ma poco.. e lei mi ha risposto di si, che era normale, perché ogni lievito è diverso e probabilmente il mio aveva bisogno di più tempo. Mi consigliava di diminuire ancora l'acqua e di metterlo a maturare vicino ad un cesto di frutta. Così l'indomani appena sveglia controllo Vito, sempre cresciuto e sempre bollicinoso e schiumoso in superficie, attendo che smetta di crescere e via col quinto rinfresco, elimino la cucchiaiata superficiale perché abbastanza acido e a 100g di lievito aggiungo 30g di farina e 25g di acqua, lo mescolo con un frusta per inglobare aria e lo metto a lievitare accanto alla frutta. (la differenza rispetto ai precedenti rinfreschi è che questa volta di preleva un tot di lievito e si aggiunge un precisa quantità di farina e di acqua, mentre prima non si eliminava nulla e si aggiungevano acqua e farina nella quantità iniziale usata per la prima volta.)

Trascorse 7h riscontro sempre la solita crescita ma anche un forte odore di acido, così chiedo a Serena che mi tranquillizza dicendomi che è ancora poco stabile, per questo Vito cresce poco, e che se è acido bisogna dargli sempre da mangiare e non superare mai le 8 ore di digiuno.
Così ho continuato a rinfrescarlo sempre con le stesse proporzioni anche per qualche altro giorno, i rinfreschi infatti possono essere di più o di meno rispetto a quelli che ho fatto io, l'importante è sapere che bisogna fermarsi solo quando il lievito riuscirà a triplicare il volume in poche ore, solo a questo punto lo potremo mettere in frigo. Io all'incirca ho fatto 13/15 rinfreschi mantenendo quelle proporzioni, anzi.. ho diminuito la % di acqua anche di 10g in meno fino a quando non ho visto il lievito madre triplicare in poche ore.

Così chiedo a Serena e lei mi dice di fare un rinfresco totale prima di metterlo in frigo, e che volendo era anche arrivato il momento di panificare.
Così il 17 novembre (10 giorni dopo averlo creato) ho fatto un rinfresco totale con 50g di lievito, 45 di acqua e 50 di farina. Il lievito così idratato non arriverà a triplicare, si limiterà a raddoppiare e a scoppiare di bollicine. Sebbene una volta in frigo il lievito avrebbe potuto rimanere lì tranquillo anche per qualche settimana, io l'ho ripreso l'indomani e ho fatto un altro rinfresco totale con le proporzioni scritte sopra,  e l'ho fatto più per una questione di apprensione che non altro.
Essendo un lievito madre giovanissimo temevo che qualsiasi sbalzo lo potesse portare lentamente al decesso, così ho pensato bene di sollecitarlo per vedere come si comportasse. Dopo il rinfresco ho atteso dalle 4 alle 6 ore che Vito smettesse di crescere, l'ho sgonfiato e reimpastato con una forchetta, coperto con pellicola e messo in frigo.

Ed ecco come si presenta Vito al giorno 20 novembre, dopo 2 giorni di frigo: più che raddoppiato, bollicinoso e profumatissimo.




Beh che dire, il mio Vito ormai è maturo, ha attraversato tutte le fasi necessarie e ora non mi resta che metterlo alla prova con un panificato. Nel weekend mi appropinquerò e vedrò come reagirà.
Ci tengo a ringraziare tutti i blog e i blogger dai quali ho attinto il mio sapere e che mi hanno convinta ad addentrarmi in questa avventura:  "creandosiimpara" "profumodilievito" "ipasticcidelloziopiero" "ilpastonudo" "cappuccinoecornetto" e soprattutto "golosando"

Riprendo quanto Serena scrive nel suo post per concludere:

"TABELLA RIASSUNTIVA DEI RINFRESCHI

PRIMO RINFRESCO:  aggiungi solo 20gr d'acqua e 20 gr di farina;
SECONDO RINFRESCO: aggiungi solo 20gr d'acqua e 20 gr di farina;
TERZO RINFRESCO: aggiungi solo 20gr d'acqua e 20 gr di farina;QUARTO RINFRESCO: preleva solo 100 GR DI LICOLI ed unite 30gr di farina e 30 d'acqua.QUINTO RINFRESCO: preleva solo 100 GR DI LICOLI ed unite 30gr di farina e 30 d'acqua.
SESTO RINFRESCO: preleva solo 100 GR DI LICOLI ed unite 30gr di farina e 30 d'acqua.

ULTIMO RINFRESCO: preleva solo 70 Gr di licoli 20 gr di farina e 20  d'acqua.
(la quantità di rinfreschi è indicativa, io ne ho fatti più di 6 e più si nutre il lievito e più acquisirà forza, l'importante è non far passare più di 8h tra un rinfresco e l'altro, piuttosto è preferibile a mio avviso metterlo in frigo e l'indomani fare il rinfresco) 

Prima di metterlo in frigo è consigliabile fare un rinfresco totale, cioè pari quantità di licoli, acqua e farina.
 Quando il vostro lievito sarà pronto, lo potrete mettere in frigo.

Ma come capire quando il lievito è pronto??

Senza esperienza, ho prolungato un po' i tempi di maturazione, proprio per essere sicura - amche se di fronte ad una lievitazione e fermentazione tale, non c'era da avere dubbi-.
I tempi di nascita del LICOLI  - o almeno di un lievito forte e maturo- vanno da 3 a 8 giorni. 
Nel video Bonci parla di circa 6 giorni.
Ad ogni modo, se proprio volete essere sicuri, preparate una biga con:

50 gr di lievito;
80 gr manitoba;
20-30 gr di acqua.

Se il vostro LICOLI sarà pronto, la biga triplicherà di volume in circa 8 ore. E potrete dedicarvi al vostro pane. "


E una volta creato il lievito che si fa? Come si gestisce? Io seguo questa guida, sempre di Serena.Vi spiega meglio come fare il rinfresco senza sporcare nulla, come risvegliare un lievito troppo addormentato da una lunga permanenza in frigo e soprattutto tante ricette con il li.co.li.

Con queste parole io vi saluto, ma ovviamente non mancherò di aggiornarvi visto che la mia avventura con il lievito madre è iniziata da appena 12 giorni e mi aspettano molte cose da fare.


E voi, avete mai creato il lievito madre o vi piacerebbe crearlo?
Questo post potrebbe esservi di aiuto?
Lasciate un commento e riempitemi di suggerimenti, ricette e consigli.



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