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mercoledì 19 agosto 2020

Parmigiana di melanzane light ( ma nessuno se ne accorge )

Ormai avete scoperto il mio trucchetto per avere delle melanzane che sembrano fritte ma che in realtà non lo sono, e se avete ormai imparato come si fanno iniziamo a "ricettarle".




E se dico melanzane a cosa pensiamo tutti quanti? Alla parmigiana ovviamente.. e quindi perchè non usare queste furbissime melanzane per preparare uno dei piatti più buoni della nostra cucina?

Per preparare le melanzane fritte al forno andate --> qua

lunedì 20 marzo 2017

Gnocchi di patate - la ricetta perfetta

C'è chi impazzisce per i rigatoni, chi per i bucatini, chi ancora preferisce il riso e poi ci sono io che amo gli gnocchi più di ogni altro tipo di primo piatto.

Talvolta mi capita di parlare con qualcuno e di confessare la mia mania per queste adorabili chicche di patate, affermando con fermezza che è la mia pasta preferita, al che provoco lo sdegno del mio interlocutore. Chissà perchè.. forse perchè non è un vero e proprio tipo di pasta?
Mah, fatto sta che sono facilissimi da fare, super versatili e anche comodi perchè cuociono in poco tempo e si adattano a qualsiasi condimento.


Vi avevo parlato QUI di come io preparo gli gnocchi, ma non so perchè c'è sempre molto scetticismo di fronte a questa preparazione. Secondo me ritenuta eccessivamente difficile, e quindi forse forse quelle due righe buttate lì sono un pò inutili dal momento che non superano le reticenze di nessuno.
Vero, sorellona mia?? :D

Dunque memorizziamo dei numeri come se fosse una formula matematica:
1kg di patate / 350-400g di farina.
Questa è la proporzione per non sbagliare. A partire da questa potete ovviamente fare i vostri adattamenti, ma fidatevi con questa non sbagliate.
  1. Punto primo, pesate le patate senza buccia. Quindi avvicinatene una manciata, sbucciatele e poi pesatele per avere 1kg. E' ovvio che se siamo intorno ai 900g o a 1.1kg non succede nulla eh...
  2. La farina NON è un optional. E' importante pesarla perchè mentre per gli altri tipi di impasti ci si può regolare ad occhio in base alla consistenza che si ha/vuole avere, con l'impasto degli gnocchi no. Le patate assorbono la farina e l'impasto può risultare umidiccio e mollo nonostante la farina messa all'interno, per cui dall'impasto potreste non capirlo ma poi una volta cotti vi ritrovereste delle palle da biliardo per quanto son duri.
    Come avrete notato, io per 1kg di patate indico 350/400 grammi di farina.
    Io a volte sono arrivata a metterne anche solo 300g, però in questo modo si ottengono degli gnocchetti che in cottura non si rovinano, ma che sono molto delicati anche solo da mescolare nel sugo ad esempio.
    E' ovvio, in bocca vi si scioglieranno, però se si deve rischiare di avere una poltiglia in padella forse è meglio mettere qualche grammo in più di farina.
    Di contro con 350/400g avrete degli gnocchi si morbidi, ma meno delicati. Per cui se ad esempio devo preparare gli gnocchi alla sorrentina, metterò tutti e 400g perchè lo gnocco oltre allo stress della bollitura, subirà il passaggio in padella per amalgamarsi al sugo e poi un'altro passaggio in forno, se fossero eccessivamente molli non riusciremmo a prenderli nemmeno con un mestolo.
  3. Nella precedente ricetta avevo indicato un uovo come ingrediente facoltativo, in realtà io non lo metto mai, tendenzialmente serve per chi vuole dare più corpo allo gnocchetto ed evitare quindi che si sfaldi in cottura, ma ripeto con quella proporzione non mi è mai successo.
    Invece c'è il rischio che aggiungendo un uovo l'imposto diventi troppo morbido con la necessità di aggiungere ancora farina per rimediare. Quindi in sostanza io non lo metto e non lo consiglio.

Come si procede?
Una volta pelate e tagliate a pezzi le patate si mettono a bollire in una pentola capiente con acqua fredda e salata. Da quando l'acqua inizia a bollire conto circa 15 minuti, assaggio e se sono cotte le scolo.
Da calde le passo nello schiaccia patate e o su un tagliere di legno o in una ciotola, mischio le patate con la farina pesata ed inizio ad "impastare".
Altro importante consiglio.
Dobbiamo dimenticarci di impastare come se stessimo facendo la pizza, più che altro dobbiamo amalgamare i due ingredienti fino ad ottenere una palla omogenea.
Ma non si deve lavorare con veemenza, le mosse devono essere leggere e non energiche.
Perchè?
Perchè più si lavora con forza più l'impasto assorbirà velocemente la farina e ne richiederà dell'altra, invece lavorandola piano piano, con il solo scopo di incorporare la farina pesata alle patate riuscirete a fermarvi prima di averlo lavorato troppo e così non sarete costretti ad aggiungere dell'altra farina.

Io lavoro sempre sul tagliere, metto tutta la farina sul fondo e poi le patate in cima, inizio a lavorare e quando vedo che la farina sta sempre più diminuendo inizio a diminuire l'intensità, in modo da avere alla fine il tagliere privo di farina e un impasto omogeneo ma asciutto.

Una volta fatto ciò ricavo dall'impasto dei pezzi, con il palmo delle mani ottengo delle striscioline e con un coltello ricavo le chicche. Generalmente le preferisco senza il ricciolo classico, tuttavia nulla vi impedisce di usare una forchetta o l'attrezzino apposito, di farvi scivolare sopra lo gnocchetto facendo una leggera pressione con il dito e di ottenere così il classico gnocco raccogli sugo.

Una volta formati gli gnocchi spolvero con altra farina e metto a riposare - in attesa della cottura - su dei piatti/vassoi o teglie.
A volte quando ne faccio molti prendo i piatti/vassoi e teglie e metto direttamente gli gnocchi in congelatore, dopo un paio di ore quando si saranno solidificati, li prendo e li metto in dei sacchetti da freezer e li lascio in congelatore per soddisfare voglie imminenti.
Quando sarà ora di mangiarli li butto direttamente da congelati in acqua bollente e saliti a galla li tuffo nel sugo.

Facile no?
Spero di essere stata abbastanza esaustiva nello spigare questa ricetta, in caso di dubbi sono a disposizione, e lasciatemi dire che adesso mia sorella non ha proprio più scampo ;)

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venerdì 3 marzo 2017

Involtini con melanzane "fritte al forno"

Abbiamo o no imparato a truccare le melanzane, cuocendole al forno ma non rinunciando al sapore?
E allora, eccovi una soluzione istantanea, semplice e veloce per vestire queste finte melanzane fritte.

Non mi dilungo perchè è talmente semplice e personalizzabile che non seguo il solito cerimoniale.
Una volta cotto le melanzane "fritte" al forno come scritto QUI, farcitele con un cubetto di mozzarella o una fetta di provola, una fettina di prosciutto e arrotolate fino a formare un involtino.
Disponete in una pirofila, coprite gli involtini con del sugo di pomodoro, una manciata di parmigiano e via di nuovo in forno per qualche minuto.
Quando la mozzarella all'interno si sarà allentata e il parmigiano in cima avrà gratinato il tutto allora sfornate e servite.

Può facile di così... ;)


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sabato 21 gennaio 2017

Melanzane fritte al forno - come rinunciare alle calorie ma non al gusto

Le melanzane fritte sono goduria pura, e per chi come me ha la fortuna di trovarle fresche tutta l'estate si pone un vero problema per la linea e la salute: le mangio e me ne infischio oppure mi riguardo, e rinuncio ad un po' di sapore?

Purtroppo c'è anche il problema che le melanzane cucinate in modo diverso a me non piacciono e quindi per non rinunciare a quello che uno dei miei ortaggi preferiti mi sono ingegnata.




Vi sfido, fatele cosi, mangiatele e datele da mangiare agli altri.. nessuno si accorgerà che non sono fritte.


Ecco cosa vi servirà:
· Una teglia con carta forno
· Una melanzana
· Un pennello
· Una tazzina
· Olio extra vergine d'oliva o di semi a scelta
· Sale
· Spezie a scelta

Tagliate le melanzane a fette di mezzo centimetro, cercando il più possibile di fare fette dello stesso spessore.
In una tazzina versate l'olio che preferite e iniziate a spennellarlo sulle fette di melanzana, prima da un lato e poi dall'altro e mettetele in una teglia con carta forno, ma non sovrapponetele. In genere io faccio una o due passate di olio a seconda della grandezza della fetta, non fatevi ingannare dal fatto che non vediate l'olio nonostante la spennellata.
La melanzana assorbe più di una spugna, per cui anche se non sembra l'olio c'è e basterà. Io in genere ho notato che una tazzina da caffè piena di olio (io ho usato sia l'olio evo sia quello di semi) riesco a fare una teglia.

Salate leggermente, aggiungete spezie a piacere, io spesso uso la paprika, e via in forno.
Ora: attenzione alla cottura, perche il forno non deve essere freddo altrimenti avremo l'effetto lessato che proprio non ci piace, di contro non deve essere alla massima potenza perché a farle bruciare è un attimo.

Ho avuto modo di vedere che con il forno in modalità ventilato si fanno prima (circa 15minuti) e meglio ma vanno controllate a vista, quindi il mio suggerimento è:
- forno ventilato, una teglia alla volta possibilmente al centro, a 180°, controllate di tanto in tanto e girate le fette.
-forno statico, anche due teglie alla volta messe sopra e sotto in forno caldo a 200°.
Anche qui controllate perché essendo le teglie più vicine alle resistenze a farle bruciacchiare da un lato è un attimo.

Una volta cotte saranno ben dorate, sicuramente ben oliate ma non così imbevute da poterle strizzare, e inoltre vedrete che la teglia sarà solo leggermente unta.


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mercoledì 21 settembre 2016

Le Crepes - ricetta collaudatissima



Ah quanto amo le crepes!
Sono probabilmente la cosa più versatile da preparare, si prestano meravigliosamente sia per il salato che per il dolce e si potrebbe tranquillamente fare un'intera cena usandole come base di ogni portata, a partire dagli antipasti finendo ai dolci.
L'ulteriore motivo che giustifica la mia smodata passione per le crepes è che sono velocissime da fare.
Sono il tipico piatto cuscinetto di quando ti prende il panico e non sai cosa fare, nonchè la tipica cosa scaccia-voglie, quando magari alle 23 ti viene un'immensa voglia di dolci con nutella o quando alle 17 ti va di fare merenda ed in casa hai solo un pò di formaggio e due pomodorini.

Tuttavia mi rendo sempre di più conto del fatto che le crepes, da molti considerate semplicissime da fare, non sono un piatto così banale.
Le ho assaggiate in tutti i modi e in ogni dove, anche in importanti ristoranti, e purtroppo spesso non hanno incontrato il mio gradimento.
C'è una linea di confine, nemmeno troppo sottile, che divide le crespelle dalle frittate, però mio malgrado spesso ho dovuto ingurgitare mappazzoni più simili alle omelette che non alle crepes, sia per il loro spessore (a mio avviso le crepes dovrebbero essere moooolto sottili, soprattutto perchè spesso vanno ripiegate su se stesse, quindi se preparate delle bestie di un centimetro di spessore si fa veramente fatica a masticarle) che per il loro sapore (le crepes sono neutre amici, fatte apposta per fargli assumere il sapore dei condimenti, se il sapore di uova o di farina prevale, capite bene che è meglio cestinarle per direttissima ed evitare di fare una pessima figura coi vostri commensali).

Detto ciò, come sempre del resto in cucina, è questione di gusti e quasi sicuramente a molti le mie crepes molto sottili e scioglievoli in bocca non piacerebbero, e va bene così.

Non nego che tante volte mi sono affidata alle dosi che trovavo in rete.
Qualche volta ho seguito le dosi che lo chef Simone Rugiati ha più volte dato nei suoi programmi di cucina, altre volte invece dosi prese random e niente.. alcune sono state un flop totale perchè non mi sono venute bene, altre non mi sono piaciute, così la stragrande maggioranza delle volte ho fatto di testa mia, ma sempre ad occhio.
E quando l'altro giorno mi è venuta voglia di una crepes con nutella ho pensato bene di dare finalmente un peso agli ingredienti assolvendo - finalmente - al mio compito di brava blogger.
Per cui, signore e signori, ecco a voi la mia personalissima ricetta per preparare le migliori crepes, secondo me.

 per circa 9 crepes fatte con un padellino da 15 cm di diametro:
  • uova 2
  • farina 100gr (4 cucchiaioni circa)
  • latte 250gr

In una ciotola aprite le uova iniziate a sbatterle con una forchetta o una frusta e aggiungete poco alla volta la farina - preferibilmente setacciata, se ne avete voglia -  vi si formerà così una pappetta dura.
Non fatevi prendere dal panico e resistete all'impulso di gettare il latte tutto d'un pezzo, per cui poco alla volta aggiungetene e mescolate bene in modo da sciogliere il maxi grumo di farina e uovo.
Pian pianino, aggiungendo il latte e mescolando bene vi ritroverete una pastella liquida e liscia e con un pò di pazienza (al massimo ci vorranno 5 minuti) i grumi non si formeranno.

La pastella ottenuta sarà, come detto su, molto liquida e immergendovi il dorso del cucchiaio vedrete che lo vela appena.



Lasciate riposare la pastella ottenuta per almeno una mezz'oretta per dare la possibilità agli ingredienti di conoscersi (cit. Rugiati).
E non stupitevi se dopo mezz'ora la pastella risulterà più spessa di come l'avevate lasciata, vuol dire che la farina ha assorbito del latte, quindi senza problemi aggiungetene ancora 2/3 cucchiai o più all'occorrenza e ricordatevi bene di mescolare la pastella perchè inevitabilmente la farina si sarà depositata sul fondo, fatto ciò siamo pronti per cuocere.

Prendete un pò di burro e fondetelo, fate scaldare il pentolino ANTIADERENTE (NB: più il pentolino è grande meno crepes verranno, e viceversa) munitevi di un pennello e spennellate il fondo del padellino col burro (questo secondo me è il miglior modo per avere la giusta quantità di burro/olio, ed evitare che la pastella galleggi nel grasso), prendete un pò di pastella e versatela nel padellino caldo ruotandolo per distribuirla bene, aspettate qualche minuto a fuoco non troppo forte e girate la crepes dall'altro lato, fatele assumere un bel colore dorato da entrambi i lati e mettetela a raffreddare su un piatto.
Continuate con dell'altro impasto, aspettate che cuocia e via, continuate così fino ad esaurimento della pastella, ricordandovi ogni 4/5 crepes di imburrare il padellino.

Ed eccovi la mia personalissima ricetta delle crepes, niente di eccezionale, ma ecco se voi doveste essere dei fissati come me penso che questa ricetta possa fare al caso vostro.



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mercoledì 6 luglio 2016

Crepes integrali alla crudaiola

Quando inizia a far caldo l'idea di accendere i fornelli mi fa immediatamente passare le fame, non so a voi, per cui per nutrirmi mangio frutta, insalata, pomodori, pomodori e pomodori.
Anche l'insalata di riso e la pasta alla crudaiola mi pacciono, ma non del tutto, per questo cerco sempre alternative valide.

Quando ho guardato una puntata di un programma di Benedetta Parodi ed ho visto queste crepes qui mi sono subito messa a farle e le ho adorate. Fresche, saporite e profumate, inoltre super versatili e belle da presentare.
Per la verità benedetta le chiude a pacchettino con un pò di porro, le completa con una spolverata di parmigiano e le mette in forno a gratinare.
Io mi sono proprio rifiutata in partenza di dare a queste povere crespelle una doppia cottura ed una botta di caldo aggratis, per cui per me queste sono diventate crepes alla crudaiola.


Per le crespelle: 
  • 2 uova 
  • 120 g di farina integrale 
  • 200/230 ml di latte 
  • olio 
  • sale
Per il ripieno:
  • pomodorini
  • caprino
  • basilico, olio sale e pepe

Ho mescolato la farina con le uova, poi ho aggiunto piano piano il latte, poi l'olio e il sale ed ho mescolato bene con una frusta fino ad ottenere una pastella morbida e senza grumi.
Per la consistenza io faccio la prova velo: prendo un cucchiaio lo immergo nella pastella e vedo quanta pastella vi rimane su, io generalmente voglio un velo non molto spesso per cui il cucchiaio deve diventare di un bianco moolto pallido. Se vi rendete conto che la pastella è troppo densa aggiungete altro latte, se invece è troppo liquida e non si rapprende in padella potrete aggiungere dell'altra farina setacciata e se si formeranno i grumi allora potrete filtrare tutto con un colino.

Ho scaldato una padella antiaderente e ho messo un goccio d'olio, asciugato l'eccedente e ho versato un mestolo di pastella (la quantità può variare in base alla dimensione del padellino), ho ruotato la padella in modo che il composto di distribuisse, ho aspettato un pò e poi ho giro la crepe. Ho ripetuto questa operazione fino a quando non ho terminato la pastella.

Ho lavorato il caprino con dell'olio del sale e dell'origano, ne ho spalmato un pò sulla crepes e ho aggiunto un trito di pomodorini, sale, olio e basilico. Ho chiuso la crespella e l'ho fermata con uno stuzzicadenti e ho bagnato con il sughetto dei pomodori.

Il ripieno può assolutamente variare, dentro può starci qualsiasi cosa, e mangiata a temperatura ambiente è veramente meravigliosa.


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martedì 24 maggio 2016

Cous Cous terra e mare - estivo, saporito e profumato


Ma buon pomeriggio ^_^ come al solito latito, come al solito studio e come al solito cucinare è tra le pochissimissime cose che mi riconciliano con il mondo. Mi si chiude il cervello - finalmente -  e via, mi sfogo, mi libero, creo, mi stanco e mi soddisfo. Mi basta poco a volte per stare meglio, mi basta un profumo, un sapore, un'idea che nasce e che deve per forza essere sviluppata.

La scorsa estate mi sono cimentata per la prima volta con il cous cous, non sono una grande fan, ma se cucinato bene e se condito a dovere mi piace molto.
Visto che ci stiamo avvicinando alla calda stagione vi lascio questa ricettina, semplice e buona ;)

Io ho fatto un cous cous terra e mare, con gamberi, seppioline, e vongole, e a dare cremosità un pesto di zucchine e basilico:
  • ho buttato in padella tutti i pesci, con aglio olio e un pò di vino bianco. Ho coperto ed ho aspettato che la vongole si aprissero, nel frattempo anche i gamberi e le seppioline tagliate sottili sono arrivate a cottura.
  • ho messo da parte il pesce ed ho tenuto l'acqua, l'ho filtrata e l'ho messa in un boccale graduato. Per far rinvenire il cous cous bisogna prenderne un tot di grammi e bagnarlo con la stessa quantità di liquido, io ho usato l'acqua del pesce + dell'acqua calda in aggiunta.
    Es: 250gr cous cous --> 100g di acqua delle vongole + 150 di acqua calda.
  • in una ciotola ho versato il cous cous e l'acqua, un goccio di olio e del sale e ho lasciato qualche minuto a rinvenire.
  • nel frattempo ho preparato il pesto: ho lavato e tagliato delle zucchine, le ho fatte rosolare in padella con aglio e olio e sale, una volta cotte le ho frullate nel mixer con basilico, mandorle e menta.
  • una volta rinvenuto il cous cous l'ho sgranato bene, ho aggiunto il pesto di zucchine e i pesci (ho sgusciato tutte le vongole per comodità), ho mescolato, ho aggiunto un filo d'olio ed ho servito con delle mandorle tagliuzzate e tostate in padella.


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domenica 7 febbraio 2016

La mia pasta preferita: spaghetti con pomodorini e basilico

Si, lo so che ormai tutti i miei post sono un continuo "scusate per la latitanza".
Si, lo so che non aggiorno il blog da mesi.
Si, lo so che ogni volta dico che sarò continua e non sparirò più, ma spero sappiate anche che l'università prosciuga più di quanto facciano i dissennatori in Harry Potter ed ho avuto talmente poco tempo che non mi andava di scrivere due cosette tanto per.

Il blog è una parte importante della mia vita e difficilmente scrivo solo ricette. 
In ogni post scrivo qualcosa di me e quando non lo faccio mi sembra talmente sterile che mi verrebbe voglia di cestinarlo immediatamente.
Ecco perchè a volte preferisco non scrivere piuttosto che scrivere qualche riga buttata lì per racimolare qualche visita..

Chiusa la parentesi e ritornando a me, finalmente la sessione invernale è finita e quindi torno a prendere possesso del mio computer, delle giornate che finalmente non saranno totalmente in funzione dello studio e spero, questa volta non faccio promesse, di non sparire, almeno per un pò.


Qual è il vostro piatto preferito?
Vi sembrerà strano, ma il mio, quello che mangerei ogni giorno e che mi fa sgarrare anche in termini di quantità è la cosa più semplice al mondo e sono gli spaghetti con i pomodorini e il basilico.

In questo piatto ci sono tutti gli ingredienti per portarmi in paradiso:
- gli spaghetti, possibilmente -ONI o vermicelli. Non sono una fan degli spaghettini che non riesco nemmeno a sentire sotto i denti, ma senza dubbio la pasta lunga -tutta- è la mia preferita. Ogni volta rischio di strozzarmi perchè dimentico sempre di masticare 4/5 volte prima di buttare giù, ma tra un piatto di spaghetti ed uno di mezze maniche ad esempio io non avrei dubbi.. Non so, ci prendo più gusto ad arrotolare e come detto su se generalmente mi concedo max 60/70g di pasta con gli spaghetti potrei superare di moooolto i 100g. Ma non diciamolo a nessuno.
- il basilico: è senza dubbio l'aroma che più adoro tra tutti. Lo metterei ovunque, anche nelle torte e non manca mai un sugo senza una manciata di basilico rigorosamente spezzettato a mano.
- i pomodoro. Il re dei condimenti. E' inutile, vince a mani basse. Questa pasta è fatta con i pomodorini datterini coltivati direttamente da mio padre. Sono delle caramelle in pratica. Dolcissimi e mangiati così.. anche a crudo. Ciò non toglie però che faccia questa pasta anche con i pomodori da insalata, sempre autoprodotti e sempre dolcissimi.

E' la pasta dell'estate, di quando torni dal mare alle 20 e non sai che cosa cucinare. E' la pasta che non scontenta mai nessuno e che ti fa fare la scarpetta in barba al galateo. Io la adoro ed è senza dubbio il mio piatto preferito.
PS: non fatela con la salsa. Questa è una pasta che io faccio SOLO in estate perchè non c'è paragone tra il pomodoro fresco e la passata. Anzi non sono una fan della passata di pomodoro. Cerco di usarla il meno possibile in inverno e se proprio devo uso quella che abbiamo fatto noi.
In inverno potete farla solo se avete i pomodori conservati nei barattoli, in calabria si usa tantissimo farli, anche più della salsa. Oppure fatelo con i pomodorini che avete congelato a fine estate, per il resto no. Aspettate i pomodori dolci e maturi ne varrà la pena.

Ingredienti:

  • pomodori o pomodorini freschi (dosi a piacere)
  • basilico
  • olio,sale,pepe qb
  • aglio
  • parmigiano
  • spaghetti, spaghettoni o vermicelli
Lavate bene i pomodori e tagliateli alla bell'e meglio, si disferanno da soli in cottura.
Sbucciate uno spicchio d'aglio e fatelo rosolare in una padella con l'olio, appena inizia a sfrigolare aggiungete il pomodoro.

NB: Io, come detto su, non tolgo mai la buccia ai pomodori per due motivi:  perchè i pomodori provengono dalla mia campagna e so come sono coltivati, e poi perchè di solito la pellicina è sottilissima e non da fastidio in bocca.
Se voi li doveste comprare o se invece la buccia è spessa o se vi dovesse dar fastidio allora spellateli: fate un'incisione ad X nella parte di sotto del pomodoro/ino e immergetelo in acqua bollente per qualche minuto. Quando la buccia inizierà a sollevarsi scolateli, immergeteli in una ciotola con acqua fredda e poi con le mani tirate via la buccia. Dopodichè tagliateli e procedete come da "ricetta".

Fate rosolare anche i pomodori, salate, pepate, aggiungete il basilico e "ammaccate" il tutto con una forchetta o un cucchiaione per ridurre i pomodori a crema. Coprite con il coperchio facendo attenzione che il sugo rimanga sempre umido e mai asciutto e dedicatevi alla pasta. 
Quando l'acqua della pasta bolle caliamo gli spaghetti e facciamoli cuocere fino a quando non saranno molto al dente.
Intanto i pomodori avranno rilasciato la loro acqua e noi dovremo mantenerla e mai farla asciugare troppo, infatti non appena la pasta avrà raggiunto il giusto grado di cottura la tuffiamo nel sugo molto "lasco", lasciamo che la pasta assorba tutto e arriva a cottura. 
(Mi dispiace che dalla foto non si veda bene per via della luce sparata, ma gli spaghetti erano rossicci perchè si erano impregnati di sugo)
Semmai servisse possiamo aggiungere un pò di acqua di cottura e lasciamo che l'amido della pasta crei la cremina perfetta. 
Aggiungiamo a fuoco spento una manciata di parmigiano, del basilico a crudo e serviamo.

Buona goduria.

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venerdì 18 settembre 2015

Nachos homemade

Oramai sono diventata patita della cucina messicana. Ho provato a fare tanti manicaretti e tutti mi hanno dato una gran soddisfazione perchè si tratta generalmente di piatti unici tutti stra ricchi e conditi, e un sol boccone ti sazia da qui all'eternità.
Può piacere o non piacere, ma sicuramente è un tipo di cucina che soddisfa.

Mi sono aperta anche all'avocado, frutto che io non conoscevo ed ho gustato la guacamole (qui), ma mi attiravano tantissimo i nachos, quei triangolini fatti di farina di mais che puoi gustare con taaante salsine, ma l'idea che mi solletica di più è quella di vederli totalmente cosparsi di una salsa al formaggio fuso.
Libidinoso.

Non so perchè io abbia deciso di voler fare i nachos in casa visto che si trovano comodamente nelle buste, però a conti fatti devo dire che son molto più buoni quelli homemade che non quelli imbustati.

La "ricetta" non merita nemmeno di essere chiamata così, visto che è più vaga dei miei discorsi al mattino appena sveglia, ma ad onor del vero mi sono mossa spinta dall'istinto, non sapevo dove sarei approdata e ho fatto aggiunte e modifiche in corso d'opera.

Voi prendete questo post per quello che è: un'idea.


Per ricreare la harina masa che sarebbe una farina di mais molto raffinata ho frullato al tritatutto la farina di mais per polenta e la farina 00. Diciamo che per ogni cucchiaio di 00 ne mettevo due di farina di mais. Ho frullato fino ad ottenere una farina più sottile e che somigliasse vagamente alla masa.
In una ciotola ho mescolato la farina con un pò di sale e un giro di olio ed ho aggiunto acqua necessaria a formare una palletta di impasto asciutta ma lavorabile.

Ho foderato una teglia con della carta forno e l'ho spennellata con olio, ho steso sottile la pasta con un mattarello ho messo la sfoglia sulla carta, pennellando con olio anche la parte superiore.

Ho fatto cuocere a 200° fino a doratura girando delicatamente da una parte e dall'altra la sfoglia.

Col senno di poi mi rendo conto che prima di mettere la sfoglia sulla teglia avrei dovuto tagliare i pezzettini, perchè una volta cotti saranno talmente croccanti da fare un macello ovunque.
Se i miei nachos sono irregolari è solo per quello.. ma erano buonissimi intinti nella salsa bbq.

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lunedì 31 agosto 2015

Torta margherita

Ditemi se non è vero che cerchiamo sempre di fare dolci o torte tra le più elaborate e complesse, cerchiamo di complicarci la vita con creme che necessitano di un termometro guardato a vista, con torte da 10 strati o con procedimenti che prevedono almeno 3 giorni di lavoro, ma che poi alla fine cediamo di fronte a dolci semplicissimi come una crostata o una torta di mele.

Questa torta è ancor più semplice delle due sopra citate, ma è di una bontà, sofficità e versatilità impressionante.
E' la tipica torta margherita, aromatizzata al limone da mangiare con una montagna di zucchero a velo.
E' sofficissima ma compatta perché all'interno rimane umida il che la rende adattissima per essere tagliata a strati e farcita con una qualsiasi crema senza rischiare che si sbricioli tutta o che risulti un mattone in bocca, ma analogamente anche mangiata così, nella sua semplicità, rende e non annoia.

Inoltre essendo aromatizzata al limone si sposa benissimo con tutti i tipi di frutta per cui può prestarsi da base per divenire poi torta di mele,pesche,ciliegie,fragole, oppure può prestarsi a diventare una sorta di torta zebrata, o dei muffins.

Insomma segnatevi la ricetta, perché è la classica che non vi tradirà mai e che in qualsiasi momento di difficoltà vi può togliere dai guai.



La ricetta è semplicissima, occorrono:
  • 200gr di farina
  • 200gr di zucchero
  • 4 uova
  • 200gr di margarina
  • la buccia grattuggiata di un limone
  • 1 bustina di lievito per dolci
Iniziare miscelando con un cucchiaio la farina, lievito e la scorza di limone.
Frullare in una ciotola la margarina e lo zucchero, aggiungere poco alla volta i tuorli d'uovo e il mix di farina-lievito-limone fino ad ottenere un composto ben amalgamato. Sarà sicuramente molto sodo, ma non è un problema perché in un'altra ciotola monteremo l'albume a neve e con una spatolina lo incorporeremo all'impasto, mescolando dall'altro verso il basso, in questo modo l'impasto raggiungerà la giusta consistenza.


Foderare una teglia con carta forno e versarvi all'interno il composto e infornare in forno statico a 180° per 35/40 minuti. Ovviamente ogni forno è diverso, per cui è possibile che la torta necessiti di 30 come di 45 minuti, per cui controllate bene la torta, fate la prova stecchino per accertarvi se l'interno sia cotto e una volta che la superficie si sarà dorata la torta potrà dirsi pronta.
Lasciar raffreddare per qualche minuto e staccare la torta dalla teglia mettendola su un'alzata o su un piatto da portata spolverando con lo zucchero a velo.


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sabato 23 maggio 2015

Pane senza impasto con lievito madre liquido

Inizio subito col dire che la ricetta è di Pat Pan di Pane, e per chi conosce un pò il mondo dei food blogger e per chi è appassionato di lievitati questo nome non può lasciare indifferenti.
La ricetta è presa da qui e la copierò sfacciatamente a) perchè l'ho seguita pedissequamente senza sgarrare di una virgola ed è bene che lo facciate anche voi se volete ottenere una meraviglia di pane, b) perchè è spiegata talmente bene che io non saprei neanche lontanamente riuscire a fare meglio. 



Dunque è un pane senza impasto e che io ho preparato due volte nel giro di due settimane.
Con questa ricetta ho fatto il mio secondo pane da quando ho creato il licoli.
Il primo era una vera schifezza, una suoletta di scarpe profumata di farina vuoi perchè la ricetta era improvvisata, vuoi perchè il lievito non era molto in forze.
Poi invece quando ho provato a fare questa ricetta ed è andato tutto liscio a momenti mi commuovevo.
Vedere il pane che lievita è una cosa magica, poi quando gonfia ulteriormente in forno allora inizi a saltellare per casa tutta felice e contenta, per non parlare poi di quando tagli la fetta e vedi i buchi...

E' una ricetta veramente comodissima, perchè c'è poco da piastricciare, e per quelle giornate in cui non vuoi stare a sporcare planetaria e spianatoia, e non vuoi star dietro all'incordatura perfetta, al velo ecc ecc questa è la ricetta perfetta.
Si prepara la sera, si lascia riposare in frigo una notte e poi al mattino la si riprende e alla sera ti ritrovi con un pane bello, buono, profumato e pieno di bolle.

La prima volta che l'ho preparato - e avevo come riferimento le foto di Pat - ero molto titubante all'idea che avrei raggiunto lo stesso risultato, perchè le foto pubblicate da lei sono bellissime con delle fette di pane con una mollica super alveolata e dalla crosta che solo a vederla sembrava croccantissima, 
Poi invece quando ho tagliato la fetta sono rimasta sbalordita, e non vi dico la soddisfazione.. 



Ricetta:500 gr di faina 0 Bio,330 gr di acqua fredda di rubinetto,100 gr di PM solida (al 40% o al 50%) rinfrescata e matura1 cucchiaino di malto o miele o zucchero ,10-12 gr di sale fino.oppure con la liquida :500 gr di faina 0 Bio,280 gr di acqua fredda di rubinetto,150 gr di Licoli (al 100% o al 130% d'idr.) rinfrescato e maturo,1 cucchiaino di malto o miele o zucchero ,10-12 gr di sale fino.
Procedimento:Sciogliere, con un cucchiaio di legno o una spatola di silicone in una ciotola, grossolanamente la PM nell'acqua. Aggiungere la farina, gli altri ingredienti e amalgamare grossolanamente,  aggiungendo ad ultimo il sale. Mescolare in tutto per 2 minuti circa. Riporre la ciotola così com'è in frigorifero coprendola con della pellicola trasparente, per circa 9-10 ore o più. Tolta dal frigorifero, lasciare tornare a temperatura la massa per circa 2 ore. Stendere delicatamente l'impasto aprendolo delicatamente con le dita e dare delle pieghe a fazzoletto* per creare la forma della pagnotta. Mettere a lievitare in un cestino foderato di tessuto o in una ciotola con canovaccio ben infarinati di semola o farina da polenta, con la chiusura dell'impasto rivolta verso l'alto. Coprire e lascio lievitare fino a che avrà sviluppato il doppio del volume  (circa 8 ore a t.a. con 22-24°C ). Dipende molto dalla temperatura ambiente.
*Pieghe a fazzoletto:allargare l'impasto delicatamente come a formare un quadrato (il fazzoletto) e riporto i 4 angoli verso il centro dell'impasto. Si formano ulteriori 4 angoli, riporto anche questi al centro e li pizzico un po tra loro per non fare riaprire l'impasto. Metto ora a lievitare.
Cottura:Riscaldare intanto il forno fino a 220°C con dentro un pentolino in metallo vuoto. Ribaltare sulla placca il pane con un movimento deciso e sicuro, accarezzare la superficie con della farina,  fare i tagli con una lametta e infornare a 220°-240°C con umidità creata buttando 1/3 di bicchiere d'acqua nel pentolino metallico ormai rovente. Puntare la cottura per un'ora. Fare salire la temperatura fino a 240°C e dopo abbassare, prima a 220°C  e poi a 200°C nella prima mezz'ora. Gli ultimi 10 minuti cuocere con il forno a spiffero, con un cucchiaio di legno per tenere aperto il portello del forno e far fuoriuscire l'umidità accumulata. Verificare la cottura battendo sul fondo del pane con le nocchie delle dita, deve suonare a vuoto come un tamburo! Fare raffreddare su una gratella o sollevato in verticale contro la parete, in modo che circoli aria e non si depositi la condensa che ammorbidirebbe la crosta.

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venerdì 1 maggio 2015

Crostatine monoporzione con farina di farro, marmellata di lamponi e pistacchi

Ve l'avevo detto qui che mi era avanzata un po' di frolla no?
E ci eravamo lasciati con la promessa che vi avrei fatto vedere in quale modo la riciclavo, quindi vi presento le crostatine monoporzione con marmellata di lamponi e pistacchi.


Non riesco a spiegarvi quanto siano graziose e carine, e poi sono molto molto pratiche perché si prendono e mangiano senza il bisogno di tagliare nulla, e si conservano bene o in una scatola di latta oppure anche in freezer e quando avete voglia di mangiarle a colazione le fate decongelare per una notte e al mattino saranno buone come se fossero state appena fatte.


SE VUOI SAPERE COME HO PREPARATO LA PASTA FROLLA CLICCA QUI.

Per prepararle ho steso la pasta frolla e ne ho ricavato dei dischetti usando i pirottini in alluminio usa e getta. Ho sistemato ogni dischetto in uno stampino ed ho aggiunto una cucchiaiata di marmellata e un pò di granella di pistacchi. Ho completato con delle striscette di frolla per la superficie ed ho infornato a 180° fino a doratura. Li ho sfornati, li ho fatti raffreddare e poi li ho surgelati.



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domenica 29 marzo 2015

Crostata di farro alla marmellata di lamponi

Io nel mio blog vi parlo sempre di come sono cambiate le mie abitudini alimentari da qualche anno a questa parte, e a volte sembra che chissà quanti anni abbia o quale tipo di mangiare sregolato preferissi.
Gli anni sono solo 22, ma da qualche anno sono lontana dalla mia casa e anche dalla mia regione perché frequento altrove l'università.



Quindi non ho più la mamma che mi coccola con le cose che mi piacciono di più, ne ho i genitori che mi fanno la spesa e ai quali chiedere di comprarmi tutti quello che voglio.
Ormai sono io al 100 % che decido la mia quotidianità, e mi rendo conto che non è facile organizzare tutto, soprattutto se non hai un fondo illimitato da cui attingere i soldi.
Per cui vai via da casa e impari a far quadrare i conti, impari a fare la spesa, impari a scegliere le occasioni, impari a mangiare e a capire il valore del cibo. Capisci soprattutto che non si può mangiare sempre male, né quello  che più piace, e quindi si impara ad allacciare un rapporto di amicizia con ingredienti che prima non avremmo neanche voluto sentir nominare.
Ma queste cose fin quando sei a casa coccolato non le capisci, ma poi capita di andare via e invece tutto assume un diverso valore.



Come al solito faccio i preamboli e poi dimentico tutto...
Comunque, qualche tempo fa ho comprato una deliziosa confettura di lamponi.
Senza zuccheri aggiunti, quindi dolce e aspra al punto giusto.
E l'ho comprata prevalentemente per farci colazione al mattino, e per spalmarla su una bella fetta biscottata con burro.

Io che la marmellata fino a qualche anno fa la detestavo..
Eppure non si può mangiare ogni santa mattina cappuccino e cornetto homemade no?
Fatto sta che ora la gradisco molto, e addirittura per non sprecarne neanche un cucchiaino ho deciso di impiegarla in questa preparazione.
E' inutile che dica che neanche la crostata (per via della marmellata) era un dolce da me amato no?
Eh, si cambia..


Nel fare la crostata mi ha molto ispirata Ilaria, blogger di Campi di fragole per sempre.
Io amo lei, il suo blog e le sue foto.. e mentre mi perdevo guardando le sue meraviglie ho visto questa crostata e mi è subito venuta l'ispirazione. La sua è sicuramente più bella della mia, ma ho ragioni validissime per pensare che la mia fosse buona sicuramente quanto quella fatta da lei:

Per una crostata piccolina:
  • 65g di farina di farro
  • 60g di farina 00
  • 60g di burro
  • 60g di zucchero
  • 1 pizzico scarso di sale
  • 1 uovo piccolo (o metà uovo medio)
  • 2g di lievito per dolci
  • scorza d'arancia, di limone o vaniglia
  • marmellata di lamponi
Inizio subito col dire che ho fatto mia la ricetta della frolla di Paoletta, l'unica differenza è che ho fatto 1/4 della dose.
Ho usato uno stampo da plumcake perché volevo una crostatina piccola per riuscire finirla in pochi giorni. (Visto che a mangiare dolci, quelle poche volte che ne faccio, sono solo io..)

Per la frolla Paoletta dice:
"Prendere una larga ciotola e tagliarvi dentro il burro, che avremo messo a temperatura ambiente mezz'ora prima (in estate bastano appena 15'), a pezzetti non troppo piccoli. Unire l'aroma scelto, versarvi ora sopra lo zucchero e strizzare con le mani, il più velocemente possibile, fino a che burro e zucchero si saranno amalgamati fra di loro.
Prendere ora le uova e aprirle nel composto di burro e zucchero e maneggiare il composto con una frusta a mano, ma molto grossolanamente.
Preparare ora sulla spianatoia la farina a fontana che avremo setacciato col lievito e il pizzico di sale.
E versarvi dentro il composto.
Compattare velocemente per evitare che il burro si scaldi.
Mettere in frigo almeno 3 o 4 ora prima dell'uso, meglio se si prepara il giorno prima."



Ho ricavato un rettangolo di un paio di cm più grande della base della teglia da plumcake, l'ho foderata con la carta forno e ho modellato la frolla sulla base della teglia.
Ho aggiunto qualche cucchiaiata di marmellata, ho ricavato dalla frolla in eccesso le striscette per la superficie della crostata e infornato a 180° fino a doratura della crostata.

A me è avanzata ancora un po' di frolla, quella che è rimasta l'ho surgelata, e presto vi farò vedere come l'ho usata.


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giovedì 19 marzo 2015

Ravioli zucca e amaretti

Ma che esperienza poetica è mangiare questa specialità mantovana?
Io fino a qualche anno fa li avrei snobbati; mangiare un piatto dolce e salato.. io?
MAI!


Invece si vede che sto crescendo.

Così quando in un ristorante di Pisa che fa solo pasta li ho visti sul menù non me li sono lasciati scappare.

Poetici.
Erano poetici.
Ogni raviolo era un pezzetto di paradiso.
Ben conditi, equilibrati, belli cicciotti, dolci ma salati. Uno spettacolo veramente... così li ho messi sulla lista dei piatti da fare e non appena mi si è presentata l'occasione ne ho approfittato.

STREPITOSI.

per la pasta:
  • 200g farina di semola
  • 200g farina 00
  • 4 uova
  • sale
per il ripieno:
  • 1 zucca piccola (circa 500/600g di polpa)
  • 100g di amaretti tritati
  • 100g di parmigiano
  • sale
  • pepe
  • noce moscata


Impastate la pasta aggiungendo alla farina le uova e un pizzico di sale, lasciate riposare per un'oretta e intanto pulite la zucca: tagliatela a pezzetti e cuocetela o al forno o in padella - senza aggiungere acqua - fin quando non sarà morbida. Salate e pepate e una volta fredda aggiungete gli amaretti, il parmigiano e la noce moscata per ottenere un composto sodo. Se vedete che è troppo morbido aggiungete un altro po' di parmigiano o uno o due cucchiai di pangrattato.
Tirate la sfoglia sottile, ricavati dei cerchi o dei quadratini mettete al centro un po' di farcia e chiudete bene pinzando con le dita prima e poi con la forchetta.

Disporli su una teglia infarinata fino a quando l'acqua non sarà giunta ad ebollizione.
I ravioli cuociono in poco tempo, ma è necessario assaggiarli o toccarli per capire a che punto sono.
Scolarli e tuffarli in un sugo fatto con burro e salvia, prima di servire spolverarli con una manciata di amaretti tritati e di parmigiano.

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sabato 14 marzo 2015

Lasagna di crepes di farro

Non stabuzzate gli occhi eh, c'è la torta di crepes e volete che non ci sia la lasagna di crepes?


E poi quando si mangiano le crepes un minimo di fantasia ci vuole, non si può mica mangiarle sempre ripiegate a fazzoletto, o chiuse a pacchettino.

Provate questa lasagna, il ripieno è da "ti.piace.vincere.facile" e sono certa una volta assaggiata non la mollerete più.

Preparate le crepes con queste dosi:
  • 3 uova
  • 1/2 lt di latte
  • 250g farina di farro
Io di solito mescolo prima le uova con la farina e poi aggiungo il latte, ma si può anche mescolare prima latte e farina e poi aggiungere le uova. Il risultato non cambia.
Preparate la pastella e mescolate con una frusta, in caso di grumi passate il composto al setaccio o date qualche colpo col mixer, dopodiché mettete a risposare per mezz'ora o più.

Trascorso questo tempo scaldate un padellino antiaderente con i bordi bassi, pennellate la superficie con del burro fuso e iniziate ad aggiungere un po' del composto, roteate il padellino in modo che la pastella si distribuisca bene ovunque e aspettate qualche secondo. Non appena si creano le bolle in superficie e si staccano i bordi potrete girare la crepes aiutandovi con una spatola.
Ovviamente più è grande il padellino meno crepes vi verranno.

Continuate così fino a quando non avrete terminato l'impasto.

Quindi passate al condimento:
vi serviranno:
  • funghi (io uso un buon prodotto congelato)
  • prosciutto cotto
  • parmigiano
  • provola o mozzarella
  • besciamella
Fate saltare i funghi con olio sale aglio e prezzemolo finchè non saranno cotti.
Preparate una teglia e sporcatene il fondo con un po' di besciamella lasciata abbastanza morbida.
Non preoccupatevi se la teglia è rettangolare o quadrata, tagliuzzate le crepes e ricoprite tutti gli spazi, non succederà nulla.
Dopo lo strato di crepes aggiungete un po' di funghi trifolati, di prosciutto, di provola, parmigiano e qualche cucchiaiata di besciamella. Ricominciate con le crepes e così via fino ad esaurimento.
L'ultimo strato sarà composto da crepes, provola parmigiano e besciamella.

Infornate a 180° per 30 minuti, la lasagna dovrà solo dorarsi visto che è tutto cotto.
Buon appetito.



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domenica 15 febbraio 2015

Roselline di zucchine con philadelphia, bresaola e pomodori secchi


Ho voluto essere romantica col titolo, per ricordare in primis a me stessa che io innamorata lo sono di tante cose: di Matteo, della Mia Famiglia, di Mia Nonna, del Cibo, del mio Kindle..uff.. la lista è infinita, e la cosa bella è che lo sono sempre e non solo un giorno, quando lo sono improvvisamente tutti.

Per San Valentino il mio blog non si è tinto di rosa, non sono comparsi cuori e altre cose sdolcinate, e la scelta di pubblicare queste roselline proprio giorno 15 e non il 14 non è casuale.
A parte che oggi è il nostro mesiversario, 43 mesi che stiamo assieme, e quindi se devo essere un po' più smielata del solito preferisco esserlo oggi, inoltre se d'ora in poi pubblicherò cose smielate e cuoricinose abbiate pietà, non sono impazzita e non ho sbagliato periodo.. ma è la mia forma tacita di protesta contro chi sfrutta queste occasioni per fare carinerie e gli altri 364 giorni dimentica di avere qualcuno a fianco.
Queste roselline sono parenti un po' più raffinate di quelle con philadelphia e salmone affumicato.
E le ho chiamate roselline perché quella fettina di bresaola, di un amaranto tendente al rosso, che spunta mi da proprio l'idea di una rosa, e siccome io ricevo tante tantissime carinerie e attenzioni, ma fiori mai (amore non leggere eh..) adesso i fiori inizio a crearli io o almeno ad immaginarli.

Ingredienti:
  • 2 zucchine
  • 1 panetto di Philadelphia
  • bresaola qb
  • 2/3 pomodori secchi sott'olio
  • olio, sale, basilico.
Lavare e tagliare a fettine le zucchine. Lo spessore decidetelo voi, tenendo in condirezione che se troppo spesse non si riescono ad arrotolare, mentre se fatte troppo sottili si spezzano. In base a quanto spesse le tagliate ne ricaverete di più o di meno.

Le fettine di zucchine possono essere o grigliate o anche lessate in acqua bollente salata, per 30/60 secondi o comunque giusto il tempo di ammorbidirle ma senza disfarle.
Dopodiché condirle in un piatto con dell'olio e lasciarle al caldo.
Le fettine più brutte, quelle esterne o quelle meno precise trattatele allo stesso modo, ma tritatele finemente, assieme ai pomodori secchi e aggiungete tutto al formaggio spalmabile lavorato con un po' di olio e del basilico sminuzzato.

A questo punto allargate le fette di zucchine in modo che si possano agevolmente arrotolare, e aiutatevi o con la sac à poche senza bocchetta o con un cucchiaino disponendo un po' di farcia e una strisciolina di bresaola. Arrotolare e servire.

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venerdì 9 gennaio 2015

Zuppetta di verdura selvatica


Questa ricetta è tipica della mia famiglia, anzi, è una ricetta che prima di qualche tempo fa solo mia nonna poteva fare.
E' una zuppetta molto semplice, ma fatta con i diversi germogli della minestra selvatica, difficilissimi da reperire nei supermercati e difficili anche da individuare nelle campagne senza un minimo di esperienza.
E qui entra in gioco la mia abilissima nonna, lei non aveva difficoltà a distinguere la verdura selvatica essendo stata per tanti anni una contadina e impiegava un'intera giornata per pulirla, lavarla e lessarla, e oggigiorno sono i miei genitori che continuano su questa strada, indottrinati dal suo sapere, sono loro che portando avanti le tradizioni.
La minestra selvatica è la mia preferita tra tutte le tipologie di verdure. Non è amara, non ha un odore sgradevole ed è molto molto saporita. Così, quando mio padre dalla sua campagna ne ha raccolto una cesta piena, con mia mamma abbiamo subito pensato di prepararla in questo modo:
Facendo soffriggere in una pentola l'olio con della cipolla, uno spicchio d'aglio e un peperoncino.
Aggiungendovi una patata e una carota tagliate a cubetti e aiutandone la cottura con un mestolino di acqua. Dopodiché abbiamo aggiunto la minestra lessata e dei fagioli bianchi precedentemente cotti, abbiamo fatto insaporire bene senza farla asciugare troppo, infine abbiamo aggiustato con del sale e un giro di olio crudo e servito con del pane bruscato.

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sabato 27 dicembre 2014

Esubero di lievito madre// grissimi morbidi alle olive & chapati

Finalmente pubblico la prima ricetta fatta con Vito, il mio lievito madre.
Trattasi di una cosa semplice e che ho preparato dopo 20 giorni dalla sua nascita, e sono i grissini alle olive, tipo quelli morbidi che si trovano negli autogrill.
Io mi sono rifatta a questa ricetta e l'ho seguita pedissequamente. Il risultato, per essere la prima volta che il lievito madre veniva impiegato, è stato soddisfacente.
Il profumo era ottimo, e la consistenza croccante fuori e morbida dentro era proprio quella che speravo di ottenere.



Ho impastato 3/4 cucchiai di lievito naturale (il mio era stato rinfrescato da un giorno e l'ho usato freddo di frigo) e un paio di etti di farina, un pizzico di sale, due cucchiai di olio e acqua quanto basta ad ottenere un impasto morbido ma asciutto.
Ho messo a lievitare in un luogo tiepido, e intanto ho sminuzzato un bel po' di olive verdi.
Dopo un paio d’ore di lievitazione ho allargato delicatamente l’impasto, l' ho cosparso con le olive e l' ho reimpastato e poi l'ho messo di nuovo a lievitare.
Quando l’impasto è ben lievitato l'ho capovolto su un piano ben infarinato con semola e ho ricavato i grissini solo tagliandoli con una spatola e tirandoli leggermente con le mani. In forno per 150/20 minuti (dipende dal forno).


Un altra pratica soluzione per smaltire gli esuberi di pasta madre è fare una sorta di pane Chapati che se non vado errata è un pane indiano, simile alle piadine.
Per prepararlo occorre del lievito madre, io penso di averne usato 100g, un cucchiaio di olio, e farina quanto basta per creare un impasto sodo!
Dopodiché si ricavano dall'impasto delle palline che si stendono con mattarello e si cuociono in una padella senza olio. Io ho cotto il chapati su una piastra che ho fatto arroventare, una volta che sulla superficie dell'impasto si saranno create le bollicine allora sarà possibile girare il pane e infine gustarlo.

 
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