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domenica 15 marzo 2015

Pasta con le sarde | La pasta della Vigilia di Natale

Inizio con una premessa: io la so bene la differenza tra sarde e acciughe, e so anche benissimo che per fare questa ricetta non servono le sarde, ma le acciughe sotto sale, quella nella grossa latta
E quindi perché mi ostino a chiamarla pasta con le sarde?


Boooh.. in casa mia le acciughe sotto sale si sono sempre chiamate sarde, mia nonna le chiamava così, mia mamma le ha sempre chiamate così e quindi le chiamo anche io sarde.
Dopotutto è una pasta super povera, una pasta della tradizione e quindi io perseguo, errando, con questa tradizione di famiglia che vuole che le acciughe si chiamano sarde.

Aperta e chiusa parentesi, continuiamo con le cose sconclusionate. Tra un po' è ferragosto ed io vi presento il piatto tipico (della mia famiglia) della vigilia di Natale?
Eh si, mi è girata così.. anche perché quella di destinare un piatto ad un solo giorno, ad una sola occasione è una convenzione a tratti stupida.. come se il resto dell'anno non si potesse poi riprodurre quei piatti.

Per cui siccome è una pasta povera ma buona, siccome è molto molto facile da fare io ve la propino, poi se la farete per Natale, per Pasqua o per San Lorenzo.. affari vostri :D

Ingredienti:
  • filetti di acciughe sotto sale
  • mollica di pane
  • olio
  • spaghetti
  • aglio
Le acciughe sotto sale vanno sciacquate bene e condite con olio, peperoncino, aglio a filetti, origano e abbondante olio, ed è consigliabile fare questa operazione qualche giorno prima per far insaporire bene le acciughe. In alternativa potete usare le acciughe sott'olio dei supermercati.

Calate gli spaghetti salandoli poco, e solo dopo preparate il condimento che è veramente rapidissimo:
in una padella antiaderente fate sciogliere a fuoco lento le acciughe con 3/4 cucchiai di olio e uno spicchio d'aglio.
In un altro padellino fate tostare la mollica senza olio e tenete da parte.
Se avete pazienza sbriciolate la mollica del pane, se non ne avete andrà bene il pangrattato.
Scolate la pasta nel sughino di acciughe e spolverate con la mollica.
Fate saltare bene la pasta e servite.

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sabato 21 febbraio 2015

Torta tenerina





Non amo i dolci e questo è un dato di fatto, certo.. poi ci sono periodi in cui mangerei lo zucchero a cucchiaiate tanto sono golosa, ma diciamo che 9 volte su 10 di fronte ad una torta, o di fronte alla nutella o a qualsiasi altro dolce resisto senza particolari difficoltà.

(Cosa che invece non capita mai con una bella porzione di patatine fritte con ketchup, ma questa è un'altra storia.)

Ecco però che pur non essendo in periodi golosi, a volte mi capita di non saper controllare la voglia di preparare e assaggiare un dolce di cui spesso provo ad immaginarne il sapore, e la voglia di spignattare in questi casi mi parte proprio dalla curiosità di sentire se il vero sapore sia o meno corrispondente a quello che avevo immaginato nella mia testa.

E così, durante le vacanze di Natale mia madre mi dice che per il mio compleanno aveva intenzione di prepararmi la torta con la spuma di cioccolato e la panna, ma io la blocco subito dicendo che avevo già in mente cosa fare.
Avevo infatti pregustato mentalmente (??) il sapore della torta tenerina al cioccolato, di cui avevo sentito parlare come una torta bassa e umida all'interno per via dell'assenza di lievito, con sopra dei ciuffetti di panna e una spolverata di cacao amaro.
Ora, io sono tendenzialmente testarda, ma quando mi viene un'idea con tale imponenza non riesco a levarmela dalla testa se non la realizzo al più presto.. quindi va da se che la povera torta con la spuma di cioccolata è andata a farsi benedire, e che protagonista del mio compleanno sia stata proprio la torta tenerina, bassa, cioccolatosissima, fondente in bocca, intensa e ben bilanciata dalla panna.
Proviene dall'emilia romagna ed è abbastanza brutta a vedersi, perché la superficie si screpola tutta, ma con l'escamotage della panna (che io consiglio di mettere in primis per completare il sapore della torta, e non solo per coprirne le brutture) si risolve tutto.

A dirla tutta la protagonista del mio compleanno non è stata solo la tenerina, perché ho deciso di fare anche la millefoglie con crema chantilly alle nocciole, che è senza ombra di dubbio il dolce che io amo di più al mondo, però c'è un problema..  gli avvoltoi dei miei invitati non ne hanno lasciato neanche una mollica, né della tenerina al cioccolato né della millefoglie, ma mentre la prima l'ho rifatta qualche giorno dopo, la seconda torta ancora non ho potuto prepararla di nuovo.. ma presto la farò, promesso, così la pubblicherò e la rifarete, perché vi giuro merita.

Ma torniamo a noi e a 'sta benedetta tenerina che merita anche lei,
per prepararla serve:
  • 200g di cioccolato fondente
  • 100g di burro
  • 60g di farina o di fecola di patate
  • 3 cucchiai di latte (facoltativo)
  • 1 pizzico di sale
  • 3 uova
  • 150g di zucchero
Fondete a bagnomaria il cioccolato col burro e fate raffreddare
Separate le uova e montate da una parte i tuorli con la metà dello zucchero e da un'altra parte gli albumi con il pizzico di sale e l'altra metà dello zucchero aggiunto poco per volta.
Aggiungere ai tuorli montati il cioccolato intiepidito, poi la farina setacciata e il latte, mescolate bene o a mano o con le fruste, infine aggiungete piano piano gli albumi montati, mescolate dal basso verso l'alto per non far smontare.
Usate una teglia bassa e raccolta, si può imburrare e infarina o semplicemente rivestire con carta forno. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti.
Non preoccupatevi se la superficie si screpolerà, è la sua particolarità.
Controllate la cottura con uno stuzzicadenti. Se il cuore della torta dopo 25 minuti sarà umido ma asciutto allora potrete spegnere il forno e far raffreddare la torta.



Dunque, per quanto riguarda la guarnizione ovviamente la torta di compleanno era moooolto più bella di questa che vedete, perché la panna montata l'ho schiaffata nella sac à poche e ho riempito la torta di tanti ciuffettini di panna che poi ho leggermente sporcato col cacao amaro.
In questo caso, essendo la torta solo per noi intimi ho montato la panna e l'ho spatolata generosamente sulla torta. Vi consiglio di metterne una bella quantità e spalmarla poi con la spatola, perché se ne mettete poca alla volta rischiate di far venire via tutta la superficie della torta.
Lo strato di panna era alto mezzo centimetro forse, quindi un bel po' e infine ho spolverato col cacao amaro. Questa torta è un successone assicurato, credetemi.



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domenica 28 dicembre 2014

Pignolata

La pignolata, o struffoli, è un dolce meridionale che in Calabria si consuma esclusivamente nel periodo natalizio.
Come per ogni ricetta tipica le varianti si sprecano, infatti è bene precisare che quella che andrò a pubblicare è quella che si fa a casa mia, senza alcuna pretesa di stabilire che sia la versione originale o la migliore. Di sicuro è semplice e veloce da fare, e fa subito festa.

Ingredienti:
  • 250g di farina
  • 1 uovo
  • limoncello
  • vino bianco
  • scorza di limone
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • olio per friggere
  • miele di arancio
  • codette colorate
  • mandorle


In una ciotola mescolare assieme l'uovo, la farina, lo zucchero, un po' di limoncello e un po' di vino per ricavare un impasto asciutto ma morbido. Se l'impasto è troppo duro si può aggiungere ancora vino o dell'acqua.
Tagliare dei pezzi di impasto e ottenere delle striscioline e poi tagliare dei piccoli pezzettini come la falangetta del mignolo, come se si stessero preparando gli gnocchi.
Scaldare in una padella l'olio di semi e friggere i tocchettini di impasto.
La cottura è rapidissima e tendono a bruciare velocemente, quindi controllate la frittura.
Scolate bene su carta assorbente e fate raffreddare.
Dopodiché in una padella sciogliere due o tre cucchiai di miele di arancio e versarvi all'interno la pignolata fritta, far insaporire bene e spegnere.
Velocemente porzionarli negli stampini monoporzione e decorarli con le codette.
Se si dovessero raffreddare per via del miele sarebbe difficile fare questa operazione, quindi ripassarli sul fuoco per far sciogliere nuovamente il miele e continuare.
Mangiarli freddi!