Visualizzazione post con etichetta primi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta primi. Mostra tutti i post

giovedì 27 settembre 2018

Il riciclo del risotto - Riso al salto

Io ho un problema col riso.
Ho iniziato ad apprezzarlo da - relativamente - poco, mi piace e ci prendo gusto, ma mi sazia subito. Quindi ogni volta che lo preparo ne rimane sempre un bel pò e quindi tocca riciclarlo. Questa volta avevo fatto del semplice risotto alla milanese, ed ho ben pensato di preparare con l'avanzo, il riso al salto.




Non credo serva dare la ricetta per preparare il riso, anche perché per fare il riso al salto è più buono il riso del giorno dopo. Quindi vi sconsiglio di preparare un risotto con l'intento di usarlo direttamente.
Quindi chiarito ciò ecco cosa vi serve:

  • riso avanzato
  • 1 zucchina
  • funghi 
  • olio
  • aglio
  • timo
  • pepe nero
  • sale
  • padella antiaderente






Io ho cominciato dal "topping", quindi ho lavato e tagliato a cubetti la zucchina, e l'ho messa a rosolare in una padella con aglio, olio e timo. Una volta che le zucchine si sono ammorbidite le ho messe da parte e nella stessa padella ho trifolato i funghi. Io ho usato un mix di funghi surgelati, ma ci si può mettere quello che uno preferisce. Una volta cotti, ho riunito le zucchine e i funghi, ho salato e pepato, ed ho rimesso da parte. Nella medesima padella, che deve necessariamente essere super ANTIADERENTE, ho messo un altro goccino di olio, e ho versato il riso. Per le quantità non ci sono dosi, andate ad occhio sulla base del diametro della padella, e anche di quanto vi piace sottile o spesso il riso al salto. Bagnate il dorso di un cucchiaio, oppure usate le dita delle mani bagnate, e livellate il riso spargendolo per tutto il fondo della padella. 
Accendete il fuoco, non troppo alto mi raccomando, ma non toccate fino a quando non si sarà fatta una bella crosta dorata e croccante. Può accadere che il riso non si compatti o che se lo tocca eccessivamente si spossa rompere. Per questo è importante che il riso abbia riposato, perchè poi ci penserà l'amido stesso del riso a rimettere tutto a posto. Un pò come succede per gli arancini siciliani (a proposito, volete la ricetta?).
Trascorsi 10 o anche 15 minuti, aiutiamoci con un coperchio e senza bruciarci giriamo il riso al salto, si ok, il nome la dice lunga su quella che dovrebbe essere la modalità indicata per ribaltare la preparazione, ma siccome io personalmente non sono così brava, lascio lo spadellamento a chi ne sa, ed io vado di coperchio.
A questo punto facciamo rosolare anche l'altro lato e quando saremo soddisfatti del grado globale di cottura, togliamo dal fuoco e, facendo attenzione a non vanificare tutti gli sforzi fatti, impiattiamo.
Completiamo con le verdure trifolate e il piatto è pronto.

Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

venerdì 20 ottobre 2017

Lasagna zucca, funghi e salsiccia - Halloween con gusto


Questa lasagna con Halloween c'entra molto poco, lo ammetto. Ha in comune solo la zucca e i ghirigori per cui, provate a farla oggi per rimanere in tema ma siccome sono sicura che ve ne innamorerete, fatela e rifatela anche gli altri giorno.

Io ad esempio ho replicato proprio ieri con lo stesso condimento ad accompagnare dei fantastici gnocchi, a dir la verità ieri non ho usato la salsiccia, quindi ho messo in tavola un piatto totalmente vegetariano e con poca modestia ammetto che le lodi sono letteralmente piovute dal cielo. 

Happy Halloween streghette e stregoni :D

  • 500g zucca
  • 500g di funghi misti surgelati
  • 200g di salsiccia luganega
  • 500g besciamella
  • mozzarella e parmigiano 
  • cipolla, olio, sale e aglio qb
  • sfoglia per lasagna
Se avete tempo e voglia di preparare la pasta cimentatevi pure: la proporzione è la seguente 100g di farina e un uovo, impastate, fate riposare e stendete; io invece non ne avevo voglia e ho acquistato quella in banco frigo che non delude mai.

In una padella ho messo la cipolla bianca tagliata fine e l'ho fatta stufare con un pò di olio ed acqua, nel frattempo ho tagliuzzato la zucca e l'ho aggiunta in padella.
Ho salato ed ho aggiunto un altro goccino di acqua, ho coperto e ho lasciato a fuoco non troppo vivace fino a completa cottura della zucca.

Una volta ammorbidita ho trasferito tutto nel bicchiere del mixer ed ho frullato tutto.

Nella stessa padella ho saltato i funghi con uno spicchio di aglio ed un pò di olio, una volta persa l'acqua in eccesso ho aggiunto la salsiccia sminuzzata, ho fatto cuocere a fuoco vivace una decina di minuti ed ho spento.

Ho preparato mezza dose di besciamella molto liquida con la mia solita ricetta ed ho iniziato a comporre la lasagna: strato di sfoglia, poi crema di zucca, cucchiaiata di funghi e salsiccia e una spruzzata di besciamella. Completate ogni strato con un pò di parmigiano e di mozzarella e ripetete: pasta, zucca, funghi e salsiccia, parmigiano, mozzarella e besciamella.

Io ho abbondato con la crema di zucca e la besciamella in ogni strato in quanto in cottura la sfoglia assorbe molto liquido per cuocere e non mi piace la pasta secca. Quindi non abbiate remore ed annegate pure la pasta.

Una volta terminati gli ingredienti completate con il parmigiano in cima ed infornate in forno caldo a 180° per 30 minuti.

Lasciate intiepidire e servite.

Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio 

lunedì 20 marzo 2017

Gnocchi di patate - la ricetta perfetta

C'è chi impazzisce per i rigatoni, chi per i bucatini, chi ancora preferisce il riso e poi ci sono io che amo gli gnocchi più di ogni altro tipo di primo piatto.

Talvolta mi capita di parlare con qualcuno e di confessare la mia mania per queste adorabili chicche di patate, affermando con fermezza che è la mia pasta preferita, al che provoco lo sdegno del mio interlocutore. Chissà perchè.. forse perchè non è un vero e proprio tipo di pasta?
Mah, fatto sta che sono facilissimi da fare, super versatili e anche comodi perchè cuociono in poco tempo e si adattano a qualsiasi condimento.


Vi avevo parlato QUI di come io preparo gli gnocchi, ma non so perchè c'è sempre molto scetticismo di fronte a questa preparazione. Secondo me ritenuta eccessivamente difficile, e quindi forse forse quelle due righe buttate lì sono un pò inutili dal momento che non superano le reticenze di nessuno.
Vero, sorellona mia?? :D

Dunque memorizziamo dei numeri come se fosse una formula matematica:
1kg di patate / 350-400g di farina.
Questa è la proporzione per non sbagliare. A partire da questa potete ovviamente fare i vostri adattamenti, ma fidatevi con questa non sbagliate.
  1. Punto primo, pesate le patate senza buccia. Quindi avvicinatene una manciata, sbucciatele e poi pesatele per avere 1kg. E' ovvio che se siamo intorno ai 900g o a 1.1kg non succede nulla eh...
  2. La farina NON è un optional. E' importante pesarla perchè mentre per gli altri tipi di impasti ci si può regolare ad occhio in base alla consistenza che si ha/vuole avere, con l'impasto degli gnocchi no. Le patate assorbono la farina e l'impasto può risultare umidiccio e mollo nonostante la farina messa all'interno, per cui dall'impasto potreste non capirlo ma poi una volta cotti vi ritrovereste delle palle da biliardo per quanto son duri.
    Come avrete notato, io per 1kg di patate indico 350/400 grammi di farina.
    Io a volte sono arrivata a metterne anche solo 300g, però in questo modo si ottengono degli gnocchetti che in cottura non si rovinano, ma che sono molto delicati anche solo da mescolare nel sugo ad esempio.
    E' ovvio, in bocca vi si scioglieranno, però se si deve rischiare di avere una poltiglia in padella forse è meglio mettere qualche grammo in più di farina.
    Di contro con 350/400g avrete degli gnocchi si morbidi, ma meno delicati. Per cui se ad esempio devo preparare gli gnocchi alla sorrentina, metterò tutti e 400g perchè lo gnocco oltre allo stress della bollitura, subirà il passaggio in padella per amalgamarsi al sugo e poi un'altro passaggio in forno, se fossero eccessivamente molli non riusciremmo a prenderli nemmeno con un mestolo.
  3. Nella precedente ricetta avevo indicato un uovo come ingrediente facoltativo, in realtà io non lo metto mai, tendenzialmente serve per chi vuole dare più corpo allo gnocchetto ed evitare quindi che si sfaldi in cottura, ma ripeto con quella proporzione non mi è mai successo.
    Invece c'è il rischio che aggiungendo un uovo l'imposto diventi troppo morbido con la necessità di aggiungere ancora farina per rimediare. Quindi in sostanza io non lo metto e non lo consiglio.

Come si procede?
Una volta pelate e tagliate a pezzi le patate si mettono a bollire in una pentola capiente con acqua fredda e salata. Da quando l'acqua inizia a bollire conto circa 15 minuti, assaggio e se sono cotte le scolo.
Da calde le passo nello schiaccia patate e o su un tagliere di legno o in una ciotola, mischio le patate con la farina pesata ed inizio ad "impastare".
Altro importante consiglio.
Dobbiamo dimenticarci di impastare come se stessimo facendo la pizza, più che altro dobbiamo amalgamare i due ingredienti fino ad ottenere una palla omogenea.
Ma non si deve lavorare con veemenza, le mosse devono essere leggere e non energiche.
Perchè?
Perchè più si lavora con forza più l'impasto assorbirà velocemente la farina e ne richiederà dell'altra, invece lavorandola piano piano, con il solo scopo di incorporare la farina pesata alle patate riuscirete a fermarvi prima di averlo lavorato troppo e così non sarete costretti ad aggiungere dell'altra farina.

Io lavoro sempre sul tagliere, metto tutta la farina sul fondo e poi le patate in cima, inizio a lavorare e quando vedo che la farina sta sempre più diminuendo inizio a diminuire l'intensità, in modo da avere alla fine il tagliere privo di farina e un impasto omogeneo ma asciutto.

Una volta fatto ciò ricavo dall'impasto dei pezzi, con il palmo delle mani ottengo delle striscioline e con un coltello ricavo le chicche. Generalmente le preferisco senza il ricciolo classico, tuttavia nulla vi impedisce di usare una forchetta o l'attrezzino apposito, di farvi scivolare sopra lo gnocchetto facendo una leggera pressione con il dito e di ottenere così il classico gnocco raccogli sugo.

Una volta formati gli gnocchi spolvero con altra farina e metto a riposare - in attesa della cottura - su dei piatti/vassoi o teglie.
A volte quando ne faccio molti prendo i piatti/vassoi e teglie e metto direttamente gli gnocchi in congelatore, dopo un paio di ore quando si saranno solidificati, li prendo e li metto in dei sacchetti da freezer e li lascio in congelatore per soddisfare voglie imminenti.
Quando sarà ora di mangiarli li butto direttamente da congelati in acqua bollente e saliti a galla li tuffo nel sugo.

Facile no?
Spero di essere stata abbastanza esaustiva nello spigare questa ricetta, in caso di dubbi sono a disposizione, e lasciatemi dire che adesso mia sorella non ha proprio più scampo ;)

Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

giovedì 12 gennaio 2017

Zupetta di pasta, patate, zucchine e provola affumicata

Non so da voi miei cari lettori, ma qui da me fa un freddo allucinante.
Reduce anche dalle abbuffate vi propongo un piatto che spopola a casa mia e che oltre a disintossicare ci da anche quel calore necessario per sopravvivere al freddo siberiano.


Cosa vi occorre?
Per 4 persone procurate
2 zucchine
2 patate
Provola affumicata q.b.
Pasta corta a scelta (facoltativo)
Parmigiano grattugiato e se ce l'avete anche la crosta.

Dunque, sbucciate e lavate le patate e tagliatele a cubetti piccoli, in una pentola aggiungete dell'acqua ed a freddo anche le patate.
Accendete il fuoco e portate ad ebollizione, a questo punto aggiungete anche le zucchine tagliate a cubetti e la crosta di parmigiano.

Portate le verdure a cottura e aggiungete la pasta per minestra che più vi piace.
Proprio così, fate cuocere la pasta nella stessa acqua in cui stanno andando le verdure, poco importa se diventeranno stracotte o se, meglio ancora, si sfalderanno.
Vedrete che sapore e soprattutto vi renderete conto che l'acqua si sarà inspessita grazie all'amido della pasta e delle patate.

Cosi come ho anche riportato tra gli ingredienti, la pasta è facoltativa dal momento che questa zuppa è buonissima da mangiare anche senza, sta a voi decidere se aggiungerla o meno.

Terminate la cottura della pasta, aggiungete sale e un giro d'olio e la provola affumicata tagliata a cubettini piccoli. Lasciate amalgamare tutti gli ingredienti per qualche minuto, impiattate e siate generosi con il parmigiano grattugiato.

Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio 

mercoledì 6 luglio 2016

Crepes integrali alla crudaiola

Quando inizia a far caldo l'idea di accendere i fornelli mi fa immediatamente passare le fame, non so a voi, per cui per nutrirmi mangio frutta, insalata, pomodori, pomodori e pomodori.
Anche l'insalata di riso e la pasta alla crudaiola mi pacciono, ma non del tutto, per questo cerco sempre alternative valide.

Quando ho guardato una puntata di un programma di Benedetta Parodi ed ho visto queste crepes qui mi sono subito messa a farle e le ho adorate. Fresche, saporite e profumate, inoltre super versatili e belle da presentare.
Per la verità benedetta le chiude a pacchettino con un pò di porro, le completa con una spolverata di parmigiano e le mette in forno a gratinare.
Io mi sono proprio rifiutata in partenza di dare a queste povere crespelle una doppia cottura ed una botta di caldo aggratis, per cui per me queste sono diventate crepes alla crudaiola.


Per le crespelle: 
  • 2 uova 
  • 120 g di farina integrale 
  • 200/230 ml di latte 
  • olio 
  • sale
Per il ripieno:
  • pomodorini
  • caprino
  • basilico, olio sale e pepe

Ho mescolato la farina con le uova, poi ho aggiunto piano piano il latte, poi l'olio e il sale ed ho mescolato bene con una frusta fino ad ottenere una pastella morbida e senza grumi.
Per la consistenza io faccio la prova velo: prendo un cucchiaio lo immergo nella pastella e vedo quanta pastella vi rimane su, io generalmente voglio un velo non molto spesso per cui il cucchiaio deve diventare di un bianco moolto pallido. Se vi rendete conto che la pastella è troppo densa aggiungete altro latte, se invece è troppo liquida e non si rapprende in padella potrete aggiungere dell'altra farina setacciata e se si formeranno i grumi allora potrete filtrare tutto con un colino.

Ho scaldato una padella antiaderente e ho messo un goccio d'olio, asciugato l'eccedente e ho versato un mestolo di pastella (la quantità può variare in base alla dimensione del padellino), ho ruotato la padella in modo che il composto di distribuisse, ho aspettato un pò e poi ho giro la crepe. Ho ripetuto questa operazione fino a quando non ho terminato la pastella.

Ho lavorato il caprino con dell'olio del sale e dell'origano, ne ho spalmato un pò sulla crepes e ho aggiunto un trito di pomodorini, sale, olio e basilico. Ho chiuso la crespella e l'ho fermata con uno stuzzicadenti e ho bagnato con il sughetto dei pomodori.

Il ripieno può assolutamente variare, dentro può starci qualsiasi cosa, e mangiata a temperatura ambiente è veramente meravigliosa.


Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

martedì 24 maggio 2016

Cous Cous terra e mare - estivo, saporito e profumato


Ma buon pomeriggio ^_^ come al solito latito, come al solito studio e come al solito cucinare è tra le pochissimissime cose che mi riconciliano con il mondo. Mi si chiude il cervello - finalmente -  e via, mi sfogo, mi libero, creo, mi stanco e mi soddisfo. Mi basta poco a volte per stare meglio, mi basta un profumo, un sapore, un'idea che nasce e che deve per forza essere sviluppata.

La scorsa estate mi sono cimentata per la prima volta con il cous cous, non sono una grande fan, ma se cucinato bene e se condito a dovere mi piace molto.
Visto che ci stiamo avvicinando alla calda stagione vi lascio questa ricettina, semplice e buona ;)

Io ho fatto un cous cous terra e mare, con gamberi, seppioline, e vongole, e a dare cremosità un pesto di zucchine e basilico:
  • ho buttato in padella tutti i pesci, con aglio olio e un pò di vino bianco. Ho coperto ed ho aspettato che la vongole si aprissero, nel frattempo anche i gamberi e le seppioline tagliate sottili sono arrivate a cottura.
  • ho messo da parte il pesce ed ho tenuto l'acqua, l'ho filtrata e l'ho messa in un boccale graduato. Per far rinvenire il cous cous bisogna prenderne un tot di grammi e bagnarlo con la stessa quantità di liquido, io ho usato l'acqua del pesce + dell'acqua calda in aggiunta.
    Es: 250gr cous cous --> 100g di acqua delle vongole + 150 di acqua calda.
  • in una ciotola ho versato il cous cous e l'acqua, un goccio di olio e del sale e ho lasciato qualche minuto a rinvenire.
  • nel frattempo ho preparato il pesto: ho lavato e tagliato delle zucchine, le ho fatte rosolare in padella con aglio e olio e sale, una volta cotte le ho frullate nel mixer con basilico, mandorle e menta.
  • una volta rinvenuto il cous cous l'ho sgranato bene, ho aggiunto il pesto di zucchine e i pesci (ho sgusciato tutte le vongole per comodità), ho mescolato, ho aggiunto un filo d'olio ed ho servito con delle mandorle tagliuzzate e tostate in padella.


Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

sabato 13 febbraio 2016

Gnocchi con prugne e guanciale

Fino a qualche tempo fa detestavo l'agrodolce e non sapevo che sapore avessero uvetta, prugne secche e cose simili.
Poi è arrivata mia cognata dalla Francia a farmi assaggiare le pugne bardate di pancetta e passate al forno per farmi innamorare del connubio, e poi a distanza di qualche settimana in una spaghetteria di Pisa "Ir Tegame" ho mangiato gli gnocchi con prugne e guanciale per la consacrazione definitiva di questo mix di ingredienti.

Non so se avete mai provato la sensazione di estasi mangiando un piatto. Quando un boccone riesce ad attivare tutte le papille gustative, riesce a soddisfare al 100% il palato perchè dolce, salato e "grasso" allo stesso tempo beh non puoi non voler finire tutto il piatto e voler replicare quella ricetta mille volte.

Sempre in un ristorante a Pisa poi ho mangiato delle tagliatelle con uvetta, pancetta, rucola e pecorino... paradisiache anche quelle quindi l'abbinamento prugne/uvetta e pancetta/guanciale è diventato di diritto tra i miei preferiti di sempre.



Ingredienti per 3:

  • 300 g di gnocchi
  • 12 prugne secche
  • 200g di pancetta o guanciale
Preparate gli gnocchi seguendo questa ricetta e teneteli da parte. 
Tagliate la pancetta o il guanciale e fatela rosolare in una padella senza olio e a fuoco basso.
Deve sudare e buttare fuori tutto il grasso, poi alzate il fuoco e fate diventare leggermente croccante facendo attenzione a non bruciare mai l'olio. 
Tagliuzzate le prugne e aggiungetele al guanciale con un paio di cucchiai di acqua per creare la cremina giusta. Una volta che l'acqua è arrivata ad ebollizione tuffate gli gnocchi e non appena salgono a galla scolateli nel sugo. 
Fate andare tutto a fuoco vivo fino a far restringere il condimento e servite.

Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

domenica 7 febbraio 2016

La mia pasta preferita: spaghetti con pomodorini e basilico

Si, lo so che ormai tutti i miei post sono un continuo "scusate per la latitanza".
Si, lo so che non aggiorno il blog da mesi.
Si, lo so che ogni volta dico che sarò continua e non sparirò più, ma spero sappiate anche che l'università prosciuga più di quanto facciano i dissennatori in Harry Potter ed ho avuto talmente poco tempo che non mi andava di scrivere due cosette tanto per.

Il blog è una parte importante della mia vita e difficilmente scrivo solo ricette. 
In ogni post scrivo qualcosa di me e quando non lo faccio mi sembra talmente sterile che mi verrebbe voglia di cestinarlo immediatamente.
Ecco perchè a volte preferisco non scrivere piuttosto che scrivere qualche riga buttata lì per racimolare qualche visita..

Chiusa la parentesi e ritornando a me, finalmente la sessione invernale è finita e quindi torno a prendere possesso del mio computer, delle giornate che finalmente non saranno totalmente in funzione dello studio e spero, questa volta non faccio promesse, di non sparire, almeno per un pò.


Qual è il vostro piatto preferito?
Vi sembrerà strano, ma il mio, quello che mangerei ogni giorno e che mi fa sgarrare anche in termini di quantità è la cosa più semplice al mondo e sono gli spaghetti con i pomodorini e il basilico.

In questo piatto ci sono tutti gli ingredienti per portarmi in paradiso:
- gli spaghetti, possibilmente -ONI o vermicelli. Non sono una fan degli spaghettini che non riesco nemmeno a sentire sotto i denti, ma senza dubbio la pasta lunga -tutta- è la mia preferita. Ogni volta rischio di strozzarmi perchè dimentico sempre di masticare 4/5 volte prima di buttare giù, ma tra un piatto di spaghetti ed uno di mezze maniche ad esempio io non avrei dubbi.. Non so, ci prendo più gusto ad arrotolare e come detto su se generalmente mi concedo max 60/70g di pasta con gli spaghetti potrei superare di moooolto i 100g. Ma non diciamolo a nessuno.
- il basilico: è senza dubbio l'aroma che più adoro tra tutti. Lo metterei ovunque, anche nelle torte e non manca mai un sugo senza una manciata di basilico rigorosamente spezzettato a mano.
- i pomodoro. Il re dei condimenti. E' inutile, vince a mani basse. Questa pasta è fatta con i pomodorini datterini coltivati direttamente da mio padre. Sono delle caramelle in pratica. Dolcissimi e mangiati così.. anche a crudo. Ciò non toglie però che faccia questa pasta anche con i pomodori da insalata, sempre autoprodotti e sempre dolcissimi.

E' la pasta dell'estate, di quando torni dal mare alle 20 e non sai che cosa cucinare. E' la pasta che non scontenta mai nessuno e che ti fa fare la scarpetta in barba al galateo. Io la adoro ed è senza dubbio il mio piatto preferito.
PS: non fatela con la salsa. Questa è una pasta che io faccio SOLO in estate perchè non c'è paragone tra il pomodoro fresco e la passata. Anzi non sono una fan della passata di pomodoro. Cerco di usarla il meno possibile in inverno e se proprio devo uso quella che abbiamo fatto noi.
In inverno potete farla solo se avete i pomodori conservati nei barattoli, in calabria si usa tantissimo farli, anche più della salsa. Oppure fatelo con i pomodorini che avete congelato a fine estate, per il resto no. Aspettate i pomodori dolci e maturi ne varrà la pena.

Ingredienti:

  • pomodori o pomodorini freschi (dosi a piacere)
  • basilico
  • olio,sale,pepe qb
  • aglio
  • parmigiano
  • spaghetti, spaghettoni o vermicelli
Lavate bene i pomodori e tagliateli alla bell'e meglio, si disferanno da soli in cottura.
Sbucciate uno spicchio d'aglio e fatelo rosolare in una padella con l'olio, appena inizia a sfrigolare aggiungete il pomodoro.

NB: Io, come detto su, non tolgo mai la buccia ai pomodori per due motivi:  perchè i pomodori provengono dalla mia campagna e so come sono coltivati, e poi perchè di solito la pellicina è sottilissima e non da fastidio in bocca.
Se voi li doveste comprare o se invece la buccia è spessa o se vi dovesse dar fastidio allora spellateli: fate un'incisione ad X nella parte di sotto del pomodoro/ino e immergetelo in acqua bollente per qualche minuto. Quando la buccia inizierà a sollevarsi scolateli, immergeteli in una ciotola con acqua fredda e poi con le mani tirate via la buccia. Dopodichè tagliateli e procedete come da "ricetta".

Fate rosolare anche i pomodori, salate, pepate, aggiungete il basilico e "ammaccate" il tutto con una forchetta o un cucchiaione per ridurre i pomodori a crema. Coprite con il coperchio facendo attenzione che il sugo rimanga sempre umido e mai asciutto e dedicatevi alla pasta. 
Quando l'acqua della pasta bolle caliamo gli spaghetti e facciamoli cuocere fino a quando non saranno molto al dente.
Intanto i pomodori avranno rilasciato la loro acqua e noi dovremo mantenerla e mai farla asciugare troppo, infatti non appena la pasta avrà raggiunto il giusto grado di cottura la tuffiamo nel sugo molto "lasco", lasciamo che la pasta assorba tutto e arriva a cottura. 
(Mi dispiace che dalla foto non si veda bene per via della luce sparata, ma gli spaghetti erano rossicci perchè si erano impregnati di sugo)
Semmai servisse possiamo aggiungere un pò di acqua di cottura e lasciamo che l'amido della pasta crei la cremina perfetta. 
Aggiungiamo a fuoco spento una manciata di parmigiano, del basilico a crudo e serviamo.

Buona goduria.

Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

venerdì 9 ottobre 2015

Risotto giallo con spinaci e salsiccia


Ingredienti:

  • riso
  • salsiccia
  • spinaci
  • zafferano
  • acqua
  • sale, pepe, olio
  • parmigiano
  • cipolla
  • burro


Lessiamo gli spinaci in abbondante acqua salata, una volta cotti li scoliamo, tenendo da parte l'acqua, li strizziamo e li tritiamo leggermente.
Iniziamo a fare il risotto preparando un trito sottilissimo di cipolla che faremo rosolare con una noce di burro e un goccino di olio.
Aggiungiamo il riso e facciamo tostare bene, aggiungiamo la salsiccia e bagniamo subito con l'acqua degli spinaci. Iniziamo a mescolare energicamente aggiungendo via via l'acqua di cottura degli spinaci fino a quando il riso non si ammorbidirà, sul finire della cottura aggiungiamo gli spinaci e lo zafferando sciolto in un pò di acqua calda.
A fuoco spento aggiungiamo il pepe e il parmigiano e serviamo.


martedì 8 settembre 2015

Pasta con pesce spada e melanzane

La mia sessione estiva è stata talmente intensa che ho sfiorato l'esaurimento nervoso.
Studiare dei mattoni con 37° e un'umidità perennemente del 90% non è stato affatto semplice, e nemmeno troppo produttivo a dirla tutta..

Ho bramato le vacanze come non mi è mai successo in anni e anni di carriera scolastica; scendere giù in Calabria e fare un pò di mare mi ha rigenerata, e riprovare la sensazione della sabbia sotto i piedi è stato strano, non la provavo da più di un anno.

L'estate è quasi volta al termine, ma agosto è stato intensissimo.
Parto dal fatto che ho dovuto dire addio al mio pc. E' bello atterrare finalmente sul suolo natìo, accendere il pc e scoprire che a mano a mano nessun tasto della tastiera obbediva al mio comando..
Quando viaggiate in aereo bardatelo con 4/5 strati di vestiti perchè le valigie vengono trattate malissimo e quello che è successo a me potrebbe capitare anche al vostro computer.

Quando poi ho sostituito il computer abbiamo fronteggiato un guasto telecom che ci ha costretti per più di 10 giorni a stare senza internet.. 
Internet è tornato quando? il 26 agosto giorno del matrimonio della mia sorellona..
Insomma, mesetto discretamente intenso.. ora tutto pare passato, rimane un pò di stanchezza e tanta felicità. Mia sorella è sposata, internet è tornato, il pc funziona, devo ricominciare a studiare.. insomma si sta assestando nuovamente tutto.


Per 4 persone:

  • 250g di pesce spada fresco o surgelato
  • 3 melanzane
  • 150g di pomodorini
  • aglio, olio, sale, pepe, basilico qb
  • olio per friggere
Tagliamo le melanzane a striscioline sottili e friggiamo in abbondante olio di semi, scoliamo dall'olio e mettiamo ad asciugare in un piatto con carta assorbente.
Puliamo il pesce spada eliminando la pelle ed eventualmente eliminando l'osso.
Tagliamo a pezzettini e facciamo scottare per pochi minuti in una padella con 2/3 cucchiai di olio e uno spicchio di aglio.
Tagliamo i pomodorini in piccole parti e aggiungiamoli al pesce spada a fine cottura, solo per fargli prendere un pò di calore, dopodichè aggiungiamo le melanzane e mescoliamo.
Aggiustare di sale, pepe e basilico, scolare la pasta molto al dente e finire la cottura nel sugo con un pò di acqua di cottura fino a quando la pasta non sarà della giusta consistenza e soprattutto ben cremosa. 






Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

venerdì 14 agosto 2015

Gnocchetti di rucola

C'era una volta un uomo che coltivava la terra. Piantava ogni tipologia di verdura, si divertiva a vederla crescere e poi provava una soddisfazione immensa a mangiare e a sbandierare ai quattro venti che si trattava di prodotti propri.
Succedeva ogni volta così, eccetto che con la rucola.
Nella sua campagna cresceva un alberello di rucola selvatica estremamente amara e che faceva inorridire tanto l'uomo, quanto i suoi figli.

Un bel giorno la moglie del contadino decise di trovare una soluzione per far mangiare la rucola a tutti e si inventò questa bella ricetta...

Da allora la rucola selvatica non cresce più, ma questi gnocchetti sonio diventati un must nella loro famiglia.


Per 4 persone:
  • 100g di rucola
  • 12 cucchiai ben pieni di farina
  • acqua qb
  • sale
  • salsa di pomodoro
  • formaggio da grattugiare sopra
In un pentolino aggiungete un pò d'acqua, portatela ad ebollizione e fate lessare all'interno la rucola.
Occorrerà un minutino soltanto, giusto il tempo che la rucola appassisca, dopodichè con una schiumarola sollevatela e mettetela nel bicchiere del mixer. Non serve scolarla troppo perchè nel mixer servirà comunque un pò d'acqua: orientativamente deve coprire a filo la rucola.

Date un colpo di mixer e dovrete ottenere una poltiglia simile a quella che vedete nelle prime due voto.. liquida e ovviamente con la parte più fibrosa che si è depositata in fondo.
Aggiungete più o meno 12 cucchiai di farina e un pò di sale. 
Mettetene poco alla volta e mescolate fino ad ottenere un "impasto" molto appiccicoso e colloso, che se mescoli con un cucchiaio tende ad aggrapparsi allo stesso.
Comunque trattasi di una questione di gusti: più farina mettete più gli gnocchetti verranno duri.




Preparate un sugo di pomodoro semplice con dell'aglio e del basilico e nella pentola con l'acqua salata in ebollizione tuffate gli gnocchetti.
Il mio metodo è il seguente: uso due cucchiaini bagnati, con uno prendo un pò di impasto e con l'altro lo faccio scivolare nella pentola.
Non prendete troppo impasto perchè nell'acqua tende a gonfiare. e fate questo lavoro poco alla volta, e quando gli gnocchetti saliranno a galla saranno pronti per essere scolati e tuffati nel sugo.
Mescolare bene, grattugiare un formaggio a piacimento e servire.

Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

mercoledì 22 aprile 2015

Conchiglioni ripieni

Quella di oggi è la ricetta di un primo, tanto per cambiare.
Sono dei conchiglioni ripieni di patate e ortiche e poi gratinati in forno con sugo e parmigiano.
Sono veramente semplicissimi da fare, e fanno una gran figura.
Io ho usato l'ortica, ma ciò non esclude il fatto che si possano usare gli spinaci o le bietole o qualsiasi altra verdura.


Ingredienti:
  • conchiglioni
  • patate lesse
  • ortiche lesse
  • uova
  • parmigiano
  • salsa di pomodoro
  • olio, sale, pepe
  • basilico
  • aglio
Portatevi avanti e lessate le patate e la verdura in acqua salata.
Le proporzioni sceglietele voi ma fate in modo che prevalga la verdura.
Schiacciate le patate e la verdura, mescolateci assieme uno o due uova - in base alla quantità di impasto che avete preparato - aggiustate di sale e pepe e aggiungete il parmigiano.
Intanto lessate i conchiglioni in acqua salata e lasciateli al dente e metteteli a scolare su un canovaccio pulito, e una volta freddi riempiteli con un po' di composto.

Poi preparate un sugo di pomodoro non troppo liquido e insaporitelo con aglio, olio, sale e basilico.
Sporcate una teglia con qualche cucchiaiata di sugo e sistematevi all'interno i conchiglioni, poi copriteli con un altro po' di sugo, spolverateli con del parmigiano e infornate a 180° fino a gratinatura.

Se ti è piaciuta la ricetta, vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  
 

giovedì 26 marzo 2015

Spaghetti al pesto di pistacchi e pomodori secchi | Ricetta vegetariana e vegana

Non lo avevo mai assaggiato, ma da quando sono arrivati dei vasetti di pesto direttamente dalla Sicilia mi sono innamorata del pesto di pistacchi.
Ho rifatto gli spaghetti non so quante volte, e il pesto l'ho abbinato sia al prosciutto sia ai pomodori secchi e li preferisco di gran lunga con quest'ultimo condimento.

 

Ingredienti:
  • spaghetti
  • pesto di pistacchi
  • pomodori secchi sott'olio
  • granella di pistacchi
Il pesto è semplice da fare, servono dei pistacchi senza la pellicina - se li trovate solo con la pellicina bolliteli, armatevi di pazienza e spellateli - poi mixateli con dell'olio di semi e scegliete voi la grana che il pesto deve avere.
Mettete a cuocere la pasta e scolatela ben al dente tenendo da parte un po' di acqua di cottura.
Buttate la pasta in padella con qualche cucchiaio di pesto, un po' di acqua di cottura e poi i pomodori secchi tritati, mescolate bene e amalgamate bene tutto, poi prima di servire spolverate ulteriormente con della granella di pistacchi.

 
 
Se ti è piaciuta la ricetta o vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

giovedì 19 marzo 2015

Ravioli zucca e amaretti

Ma che esperienza poetica è mangiare questa specialità mantovana?
Io fino a qualche anno fa li avrei snobbati; mangiare un piatto dolce e salato.. io?
MAI!


Invece si vede che sto crescendo.

Così quando in un ristorante di Pisa che fa solo pasta li ho visti sul menù non me li sono lasciati scappare.

Poetici.
Erano poetici.
Ogni raviolo era un pezzetto di paradiso.
Ben conditi, equilibrati, belli cicciotti, dolci ma salati. Uno spettacolo veramente... così li ho messi sulla lista dei piatti da fare e non appena mi si è presentata l'occasione ne ho approfittato.

STREPITOSI.

per la pasta:
  • 200g farina di semola
  • 200g farina 00
  • 4 uova
  • sale
per il ripieno:
  • 1 zucca piccola (circa 500/600g di polpa)
  • 100g di amaretti tritati
  • 100g di parmigiano
  • sale
  • pepe
  • noce moscata


Impastate la pasta aggiungendo alla farina le uova e un pizzico di sale, lasciate riposare per un'oretta e intanto pulite la zucca: tagliatela a pezzetti e cuocetela o al forno o in padella - senza aggiungere acqua - fin quando non sarà morbida. Salate e pepate e una volta fredda aggiungete gli amaretti, il parmigiano e la noce moscata per ottenere un composto sodo. Se vedete che è troppo morbido aggiungete un altro po' di parmigiano o uno o due cucchiai di pangrattato.
Tirate la sfoglia sottile, ricavati dei cerchi o dei quadratini mettete al centro un po' di farcia e chiudete bene pinzando con le dita prima e poi con la forchetta.

Disporli su una teglia infarinata fino a quando l'acqua non sarà giunta ad ebollizione.
I ravioli cuociono in poco tempo, ma è necessario assaggiarli o toccarli per capire a che punto sono.
Scolarli e tuffarli in un sugo fatto con burro e salvia, prima di servire spolverarli con una manciata di amaretti tritati e di parmigiano.

Se ti è piaciuta la ricetta o vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

Risotto zucca e funghi

Quest'anno, giù da me in Calabria, si è trovata una zucca rossa e dolce come non capitava da tempo, e mia sorella che i risotti li fa benissimamente mi ha deliziato con dei risotti alla zucca che mi hanno fatto letteralmente innamorare di questo piatto - ed io non sono mai stata una fan né del risotto, né della zucca - così un giorno mi ha proposto di fare il risotto zucca e funghi - ed io sono una grande fan dei funghi - e così è venuta fuori questa meraviglia.


Ingredienti:
  • riso carnaroli ( io per misurarlo uso mezzo bicchiere a testa)
  • zucca (quantità a piacere)
  • funghi secchi
  • cipolla
  • prezzemolo
  • acqua
  • olio sale pepe qb
Per prima cosa mettere a mollo i funghi secchi in acqua calda per una mezz'oretta. Trascorso questo tempo scolare i funghi con una schiumarola e buttare via l'acqua con tutte le impurità. Tritare bene i funghi e metterli nuovamente a mollo in un pentolino con acqua bollente.

Intanto pulire la zucca eliminando i semi e la buccia e tagliarla a pezzettini piccoli.
In una pentola adatta far rosolare un po' di cipolla tritata con dell'olio, poi far tostare il riso sfumare con un po' di brodo di funghi e aggiungere la zucca.
Iniziare dunque a mescolare e ad aggiungere man mano brodo di funghi fino ad arrivare a cottura.
Verso la fine aggiungere i funghi secchi tritati, del sale, del pepe e del prezzemolo.
Mantecare a piacere con del burro o del parmigiano.

Se ti è piaciuta la ricetta o vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

domenica 15 marzo 2015

Pasta con le sarde | La pasta della Vigilia di Natale

Inizio con una premessa: io la so bene la differenza tra sarde e acciughe, e so anche benissimo che per fare questa ricetta non servono le sarde, ma le acciughe sotto sale, quella nella grossa latta
E quindi perché mi ostino a chiamarla pasta con le sarde?


Boooh.. in casa mia le acciughe sotto sale si sono sempre chiamate sarde, mia nonna le chiamava così, mia mamma le ha sempre chiamate così e quindi le chiamo anche io sarde.
Dopotutto è una pasta super povera, una pasta della tradizione e quindi io perseguo, errando, con questa tradizione di famiglia che vuole che le acciughe si chiamano sarde.

Aperta e chiusa parentesi, continuiamo con le cose sconclusionate. Tra un po' è ferragosto ed io vi presento il piatto tipico (della mia famiglia) della vigilia di Natale?
Eh si, mi è girata così.. anche perché quella di destinare un piatto ad un solo giorno, ad una sola occasione è una convenzione a tratti stupida.. come se il resto dell'anno non si potesse poi riprodurre quei piatti.

Per cui siccome è una pasta povera ma buona, siccome è molto molto facile da fare io ve la propino, poi se la farete per Natale, per Pasqua o per San Lorenzo.. affari vostri :D

Ingredienti:
  • filetti di acciughe sotto sale
  • mollica di pane
  • olio
  • spaghetti
  • aglio
Le acciughe sotto sale vanno sciacquate bene e condite con olio, peperoncino, aglio a filetti, origano e abbondante olio, ed è consigliabile fare questa operazione qualche giorno prima per far insaporire bene le acciughe. In alternativa potete usare le acciughe sott'olio dei supermercati.

Calate gli spaghetti salandoli poco, e solo dopo preparate il condimento che è veramente rapidissimo:
in una padella antiaderente fate sciogliere a fuoco lento le acciughe con 3/4 cucchiai di olio e uno spicchio d'aglio.
In un altro padellino fate tostare la mollica senza olio e tenete da parte.
Se avete pazienza sbriciolate la mollica del pane, se non ne avete andrà bene il pangrattato.
Scolate la pasta nel sughino di acciughe e spolverate con la mollica.
Fate saltare bene la pasta e servite.

Se ti è piaciuta la ricetta o vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.
E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

sabato 14 marzo 2015

Lasagna di crepes di farro

Non stabuzzate gli occhi eh, c'è la torta di crepes e volete che non ci sia la lasagna di crepes?


E poi quando si mangiano le crepes un minimo di fantasia ci vuole, non si può mica mangiarle sempre ripiegate a fazzoletto, o chiuse a pacchettino.

Provate questa lasagna, il ripieno è da "ti.piace.vincere.facile" e sono certa una volta assaggiata non la mollerete più.

Preparate le crepes con queste dosi:
  • 3 uova
  • 1/2 lt di latte
  • 250g farina di farro
Io di solito mescolo prima le uova con la farina e poi aggiungo il latte, ma si può anche mescolare prima latte e farina e poi aggiungere le uova. Il risultato non cambia.
Preparate la pastella e mescolate con una frusta, in caso di grumi passate il composto al setaccio o date qualche colpo col mixer, dopodiché mettete a risposare per mezz'ora o più.

Trascorso questo tempo scaldate un padellino antiaderente con i bordi bassi, pennellate la superficie con del burro fuso e iniziate ad aggiungere un po' del composto, roteate il padellino in modo che la pastella si distribuisca bene ovunque e aspettate qualche secondo. Non appena si creano le bolle in superficie e si staccano i bordi potrete girare la crepes aiutandovi con una spatola.
Ovviamente più è grande il padellino meno crepes vi verranno.

Continuate così fino a quando non avrete terminato l'impasto.

Quindi passate al condimento:
vi serviranno:
  • funghi (io uso un buon prodotto congelato)
  • prosciutto cotto
  • parmigiano
  • provola o mozzarella
  • besciamella
Fate saltare i funghi con olio sale aglio e prezzemolo finchè non saranno cotti.
Preparate una teglia e sporcatene il fondo con un po' di besciamella lasciata abbastanza morbida.
Non preoccupatevi se la teglia è rettangolare o quadrata, tagliuzzate le crepes e ricoprite tutti gli spazi, non succederà nulla.
Dopo lo strato di crepes aggiungete un po' di funghi trifolati, di prosciutto, di provola, parmigiano e qualche cucchiaiata di besciamella. Ricominciate con le crepes e così via fino ad esaurimento.
L'ultimo strato sarà composto da crepes, provola parmigiano e besciamella.

Infornate a 180° per 30 minuti, la lasagna dovrà solo dorarsi visto che è tutto cotto.
Buon appetito.



Se ti è piaciuta la ricetta o vuoi darmi un consiglio, o vuoi solo salutarmi lascia un commento qui sotto.E per essere sempre aggiornato seguimi sulla mia pagina facebook ---> Polpa di granchio  

sabato 6 dicembre 2014

Carbonara rivisitata e scomposta

 
Io normalmente non amo rivisitare i piatti, la mia cucina non è innovativa, creativa o all'avanguardia e quando mi confronto con dei classici della cucina tendo ad eseguire con reverenza e non a stravolgere. Però poi mi viene fatto presente che su Youcook c'è una gara per la quale bisogna cucinare la carbonara ovviamente più originale è tanto meglio è.
Io più che per la gara in se ho voluto partecipare proprio per sviluppare questa idea, che mi è balenata in testa con una immediatezza e una forza tale che non mi ha abbandonata e mi ha costretta nonostante sia stra-super-impegnata con gli esami imminenti a ritagliarmi un po' di tempo a sviluppare questa sorta di carbonara scomposta e rivisitata.

 
 

Concettualmente questo piatto è nato pensando alle patatine fritte che a casa mia mangiamo con l'uovo fritto e che possibilmente pucciamo all'interno del tuorlo morbido.
Così immediatamente le patatine sono diventate la tria pugliese ossia la pasta fritta che si mangia assieme alla pasta e ceci mentre l'uovo che io solitamente mescolo con i formaggi in questo caso si sono totalmente separati andando ad essere le salsine ideali per la pasta fritta.
Poi però, non avendo mai mangiato ciceri e tria e non sapendo che consistenza avesse la pasta fritta ho temuto che fosse troppo dura e secca e così ho optato per un tipo di pasta della quale ricordavo l'esistenza e che ho rivisto qui le Pincinelle, un tipo di pasta marchigiana che viene fatta con l'impasto del pane, quindi un impasto lievitato, per le quali ho utilizzato il mio licoli.
Ho infatti pensato che utilizzando un impasto lievitato, in frittura sarebbe rimasto più morbido..

Dunque, partiamo:
  • pancetta
 PER LE PINCINELLE:
  • 65gr di lievito madre idratato al 100%
  • 235gr di farina
  • 100gr di acqua
  • olio per friggere
PER IL TUORLO FRITTO:
  • 2 tuorli
  • pangrattato
  • olio per friggere
PER LA FONDUTA:
  • parmigiano qb
  • pecorino qb
  • latte qb
  • pepe nero
 
 
Per prima cosa ho preparato i tuorli, in due pirottini usa e getta di alluminio ho messo una cucchiaiata di pangrattato, ho creato una conca all'interno e vi ho adagiato molto delicatamente il tuorlo, li ho ricoperti con altro pangrattato e li ho messi in frigo per una notte. Questo ovviamente è il procedimento che lo chef Cracco ha più volte spiegato nel suo libro e non solo.

L'indomani ho preparato la pasta sciogliendo il lievito nell'acqua, aggiungendo la farina e impastando tutto per bene fino ad ottenere un impasto liscio. Ho lasciato lievitare fino al raddoppio e poi cercando di non sgonfiare molto l'impasto ho ricavato delle striscioline di pasta assottigliandole tra le mani ho fritto in abbondante olio ho scolato su carta cucina e intanto ho rosolato la pancetta a cubetti in una pentola antiaderente fino a renderla croccantissima. L'ho sollevata con una schiumarola e l'ho fatta asciugare su della carta cucina. (l'altra quella che rimane va lessata e condita normalmente)

Intanto mi sono dedicata alla fondutina scaldando il latte e aggiungendoci poi i formaggi grattugiati, ho atteso che il formaggio fondesse e il latte si ritirasse un  po', nel frattempo ho girato con la frusta, poi una volta pronta ho messo a raffreddare in una ciotolina ed ho aggiunto il pepe.
 
 
 
 
Ho iniziato a comporre il piatto mettendo ai lati del piatto la fonduta, e al centro la pasta fritta e leggermente salata, proprio all'ultimo ho delicatamente prelevato i tuorli dai pirottini e li ho fritti per pochissimi secondi fino a rendere l'esterno croccante. Ho posizionato i tuorli sulla fonduta e ho completato con la pancetta croccante.
Ah, ovviamente il tuorlo era liquido ;)
 
 
 






Se avete un account su youcook e vi  fa piacere "slurpare" la mia ricetta vi lascio il link e poi qualche altra foto del tuorlo liquido nel caso non vi sembri abbastanza liquido :D
 



 
 
Che ne pensi di ciò che hai appena letto? Fammelo sapere lasciando un commento..
E per essere sempre aggiornato seguimi su Twitter, Facebook, Pinterest, Instagram, Tumblr, Google+

lunedì 1 dicembre 2014

Pasta "alla" silana.. salsiccia e funghi. 100% Calabria.

A volte mi capita di pensare a quali siano i piatti tipici della mia Calabria.
Abbiamo qualche dolce, qualche focaccia, ma il punto di forza della mia regione sono senza dubbio i prodotti presi singolarmente. Il cedro, il bergamotto, la 'nduja, il pesce spada, il peperoncino, le cipolle, la giardiniera, le olive ammaccate, i salumi, la salsiccia, le patate e i funghi.





La mia regione è ricca di montagne, di boschi, ma al contempo è circondata dal mare e proprio questa varietà geografica comporta anche una estrema varietà di produzione alimentare.
Bagnara ad esempio è rinomata per il pescespada, probabilmente lì si trova il pesce più fresco ad un prezzo più competitivo rispetto a qualsiasi altra parte della Calabria, Tropea è famosa per le cipolle rosse, Vibo è associata alla nduja e poi salendo più a nord troviamo l'altopiano Silano, il più esteso di Europa che oltre a regalare uno spettacolo mozzafiato di bellezza paesaggistica sia d'estate sia d'inverno, regala anche alcuni prodotti ai quali, secondo me, nessun calabrese potrebbe rinunciare.

Man mano che dal mio paese si sale, oltre ad incontrare il freddo troviamo anche ettari ed ettari di terreno dedicati alla coltivazione delle patate, in cui non è insolito individuare una decina di persone, per lo più vecchiette, piegate in due per raccogliere i frutti del loro lavoro.
Molto spesso con la mia famiglia abbiamo deciso di fare un "passeggiata" in montagna per acquistarle, e ovviamente la prima cosa che si faceva una volta tornati a casa era mettere la padella con l'olio e per friggerne un bel po'.
Ma sempre in quelle zone si trovano tanti piccoli negozietti con prodotti caseari, salumi tra cui la soppressata e le salsicce.
Le salsicce calabresi sono diverse da tutte le altre, sono rosse perché contengono all'interno una salsa a base di peperone, sono aromatizzate al finocchietto ed esistono nella variante dolce o piccante. Va da se che seppur qui in Toscana i salumi siano di un livello eccelso io non riesco a mangiare con lo stesso gusto nessun altro tipo di salsiccia che non sia quella proveniente dalla mia regione.
Come se non bastasse nella parte settentrionale della Calabria si trovano anche tanti boschi nei quali troneggiano i castagni o in cui gli esperti si dilettano nella raccolta di funghi, i porcini su tutti.

Tornando ai piatti tipici io non so se una "comune" pasta alla boscaiola, ma fatta con prodotti 100% calabresi possa essere annoverata tra i piatti tipici della mia regione, sta di fatto che è senza dubbio uno dei primi che io amo mangiare di più. E senza nulla togliere da tutte le altre versioni, questa è senza dubbio diversa da tutte le altre.

 



Per prepararla:
  • funghi porcini
  • salsiccia rossa dolce
  • aglio
  • pasta corta
  • prezzemolo
Preparare il condimento, mentre la pasta cuoce, sgranando la salciccia in una padella antiaderente. Io ho messo pochissimo olio perché la salsiccia tende a rilasciare il proprio grasso e faccio rosolare con uno spicchio d'aglio.
Intanto ho pulito i funghi e li ho tagliati a dadini, ho aggiunto alla salsiccia quasi cotta e ho fatto andare per 5/10 minuti con il coperchio.
Ho lasciato la pasta al dente e l'ho tuffata nel condimento, ho aggiunto qualche mestolo di acqua di cottura in modo che si creasse una cremina, ho terminato aggiungendo del prezzemolo tritato.


Che ne pensi di ciò che hai appena letto? Fammelo sapere lasciando un commento..
E per essere sempre aggiornato seguimi su Twitter, Facebook, Pinterest, Instagram, Tumblr, Google+