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mercoledì 19 agosto 2020

Parmigiana di melanzane light ( ma nessuno se ne accorge )

Ormai avete scoperto il mio trucchetto per avere delle melanzane che sembrano fritte ma che in realtà non lo sono, e se avete ormai imparato come si fanno iniziamo a "ricettarle".




E se dico melanzane a cosa pensiamo tutti quanti? Alla parmigiana ovviamente.. e quindi perchè non usare queste furbissime melanzane per preparare uno dei piatti più buoni della nostra cucina?

Per preparare le melanzane fritte al forno andate --> qua

giovedì 27 settembre 2018

Il riciclo del risotto - Riso al salto

Io ho un problema col riso.
Ho iniziato ad apprezzarlo da - relativamente - poco, mi piace e ci prendo gusto, ma mi sazia subito. Quindi ogni volta che lo preparo ne rimane sempre un bel pò e quindi tocca riciclarlo. Questa volta avevo fatto del semplice risotto alla milanese, ed ho ben pensato di preparare con l'avanzo, il riso al salto.




Non credo serva dare la ricetta per preparare il riso, anche perché per fare il riso al salto è più buono il riso del giorno dopo. Quindi vi sconsiglio di preparare un risotto con l'intento di usarlo direttamente.
Quindi chiarito ciò ecco cosa vi serve:

  • riso avanzato
  • 1 zucchina
  • funghi 
  • olio
  • aglio
  • timo
  • pepe nero
  • sale
  • padella antiaderente






Io ho cominciato dal "topping", quindi ho lavato e tagliato a cubetti la zucchina, e l'ho messa a rosolare in una padella con aglio, olio e timo. Una volta che le zucchine si sono ammorbidite le ho messe da parte e nella stessa padella ho trifolato i funghi. Io ho usato un mix di funghi surgelati, ma ci si può mettere quello che uno preferisce. Una volta cotti, ho riunito le zucchine e i funghi, ho salato e pepato, ed ho rimesso da parte. Nella medesima padella, che deve necessariamente essere super ANTIADERENTE, ho messo un altro goccino di olio, e ho versato il riso. Per le quantità non ci sono dosi, andate ad occhio sulla base del diametro della padella, e anche di quanto vi piace sottile o spesso il riso al salto. Bagnate il dorso di un cucchiaio, oppure usate le dita delle mani bagnate, e livellate il riso spargendolo per tutto il fondo della padella. 
Accendete il fuoco, non troppo alto mi raccomando, ma non toccate fino a quando non si sarà fatta una bella crosta dorata e croccante. Può accadere che il riso non si compatti o che se lo tocca eccessivamente si spossa rompere. Per questo è importante che il riso abbia riposato, perchè poi ci penserà l'amido stesso del riso a rimettere tutto a posto. Un pò come succede per gli arancini siciliani (a proposito, volete la ricetta?).
Trascorsi 10 o anche 15 minuti, aiutiamoci con un coperchio e senza bruciarci giriamo il riso al salto, si ok, il nome la dice lunga su quella che dovrebbe essere la modalità indicata per ribaltare la preparazione, ma siccome io personalmente non sono così brava, lascio lo spadellamento a chi ne sa, ed io vado di coperchio.
A questo punto facciamo rosolare anche l'altro lato e quando saremo soddisfatti del grado globale di cottura, togliamo dal fuoco e, facendo attenzione a non vanificare tutti gli sforzi fatti, impiattiamo.
Completiamo con le verdure trifolate e il piatto è pronto.

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venerdì 13 luglio 2018

Pomodorini di.. panzanella


Dopo un imperdonabile di ritardo di circa 2/3 ere geologiche eccomi qua.
Sarà l'estate che mi ispira, ma sono pronta per darvi tante, tantissime idee culinarie e per farvi ingrassare un pò :) del resto le gioie vanno condivise no? 

Allora, dicevamo. Fa caldo, è estate e vedo che su tutte le tavole impazza la panzanella.
La ricetta della panzanella non la metto anche perchè ognuno la fa a modo suo, ad esempio io tento sempre di avvicinarmi il più possibile all'originale toscana fatta da Simone Rugiati in questo video, ma come tutte le ricette di riciclo poi si presta ad essere stravolta in modo da farla corrispondere ai propri gusti.
C'è chi mette i cetrioli, chi non bagna il pane con l'aceto, chi mette il tonno, chi le olive.
Quindi oggi vi lascio un modo carino per riciclare la panzanella rimasta.
Avete presente quando rimane sul fondo il pane che è troppo bagnato e quindi non lo vuole nessuno? Ecco, per questa ricetta del riciclo serve proprio quello.

Non metto nemmeno le dosi perchè la "ricetta" è talmente agevole che non serve.
Iniziate lavando qualche pomodorino ciliegino, poi tagliate la parte superiore e scavate l'interno che potete o buttare o aggiungere alla panzanella avanzata in modo da impregnare di più il pane.
Al pane potete anche aggiungere del tonno, create un mix che può essere preso a cucchiaiate e farcite i pomodorini che avrete precedentemente salato all'interno.
Disponeteli in un piatto da portata, condite ulteriormente con un pò di olio e/o pepe e/o origano e/o basilico. un pezzettino di oliva o una piccola mozzarellina ciliegina e via. 
Panzanella riciclata e antipasto pronto ;)
Alla prossima 
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sabato 21 gennaio 2017

Melanzane fritte al forno - come rinunciare alle calorie ma non al gusto

Le melanzane fritte sono goduria pura, e per chi come me ha la fortuna di trovarle fresche tutta l'estate si pone un vero problema per la linea e la salute: le mangio e me ne infischio oppure mi riguardo, e rinuncio ad un po' di sapore?

Purtroppo c'è anche il problema che le melanzane cucinate in modo diverso a me non piacciono e quindi per non rinunciare a quello che uno dei miei ortaggi preferiti mi sono ingegnata.




Vi sfido, fatele cosi, mangiatele e datele da mangiare agli altri.. nessuno si accorgerà che non sono fritte.


Ecco cosa vi servirà:
· Una teglia con carta forno
· Una melanzana
· Un pennello
· Una tazzina
· Olio extra vergine d'oliva o di semi a scelta
· Sale
· Spezie a scelta

Tagliate le melanzane a fette di mezzo centimetro, cercando il più possibile di fare fette dello stesso spessore.
In una tazzina versate l'olio che preferite e iniziate a spennellarlo sulle fette di melanzana, prima da un lato e poi dall'altro e mettetele in una teglia con carta forno, ma non sovrapponetele. In genere io faccio una o due passate di olio a seconda della grandezza della fetta, non fatevi ingannare dal fatto che non vediate l'olio nonostante la spennellata.
La melanzana assorbe più di una spugna, per cui anche se non sembra l'olio c'è e basterà. Io in genere ho notato che una tazzina da caffè piena di olio (io ho usato sia l'olio evo sia quello di semi) riesco a fare una teglia.

Salate leggermente, aggiungete spezie a piacere, io spesso uso la paprika, e via in forno.
Ora: attenzione alla cottura, perche il forno non deve essere freddo altrimenti avremo l'effetto lessato che proprio non ci piace, di contro non deve essere alla massima potenza perché a farle bruciare è un attimo.

Ho avuto modo di vedere che con il forno in modalità ventilato si fanno prima (circa 15minuti) e meglio ma vanno controllate a vista, quindi il mio suggerimento è:
- forno ventilato, una teglia alla volta possibilmente al centro, a 180°, controllate di tanto in tanto e girate le fette.
-forno statico, anche due teglie alla volta messe sopra e sotto in forno caldo a 200°.
Anche qui controllate perché essendo le teglie più vicine alle resistenze a farle bruciacchiare da un lato è un attimo.

Una volta cotte saranno ben dorate, sicuramente ben oliate ma non così imbevute da poterle strizzare, e inoltre vedrete che la teglia sarà solo leggermente unta.


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mercoledì 21 settembre 2016

Le Crepes - ricetta collaudatissima



Ah quanto amo le crepes!
Sono probabilmente la cosa più versatile da preparare, si prestano meravigliosamente sia per il salato che per il dolce e si potrebbe tranquillamente fare un'intera cena usandole come base di ogni portata, a partire dagli antipasti finendo ai dolci.
L'ulteriore motivo che giustifica la mia smodata passione per le crepes è che sono velocissime da fare.
Sono il tipico piatto cuscinetto di quando ti prende il panico e non sai cosa fare, nonchè la tipica cosa scaccia-voglie, quando magari alle 23 ti viene un'immensa voglia di dolci con nutella o quando alle 17 ti va di fare merenda ed in casa hai solo un pò di formaggio e due pomodorini.

Tuttavia mi rendo sempre di più conto del fatto che le crepes, da molti considerate semplicissime da fare, non sono un piatto così banale.
Le ho assaggiate in tutti i modi e in ogni dove, anche in importanti ristoranti, e purtroppo spesso non hanno incontrato il mio gradimento.
C'è una linea di confine, nemmeno troppo sottile, che divide le crespelle dalle frittate, però mio malgrado spesso ho dovuto ingurgitare mappazzoni più simili alle omelette che non alle crepes, sia per il loro spessore (a mio avviso le crepes dovrebbero essere moooolto sottili, soprattutto perchè spesso vanno ripiegate su se stesse, quindi se preparate delle bestie di un centimetro di spessore si fa veramente fatica a masticarle) che per il loro sapore (le crepes sono neutre amici, fatte apposta per fargli assumere il sapore dei condimenti, se il sapore di uova o di farina prevale, capite bene che è meglio cestinarle per direttissima ed evitare di fare una pessima figura coi vostri commensali).

Detto ciò, come sempre del resto in cucina, è questione di gusti e quasi sicuramente a molti le mie crepes molto sottili e scioglievoli in bocca non piacerebbero, e va bene così.

Non nego che tante volte mi sono affidata alle dosi che trovavo in rete.
Qualche volta ho seguito le dosi che lo chef Simone Rugiati ha più volte dato nei suoi programmi di cucina, altre volte invece dosi prese random e niente.. alcune sono state un flop totale perchè non mi sono venute bene, altre non mi sono piaciute, così la stragrande maggioranza delle volte ho fatto di testa mia, ma sempre ad occhio.
E quando l'altro giorno mi è venuta voglia di una crepes con nutella ho pensato bene di dare finalmente un peso agli ingredienti assolvendo - finalmente - al mio compito di brava blogger.
Per cui, signore e signori, ecco a voi la mia personalissima ricetta per preparare le migliori crepes, secondo me.

 per circa 9 crepes fatte con un padellino da 15 cm di diametro:
  • uova 2
  • farina 100gr (4 cucchiaioni circa)
  • latte 250gr

In una ciotola aprite le uova iniziate a sbatterle con una forchetta o una frusta e aggiungete poco alla volta la farina - preferibilmente setacciata, se ne avete voglia -  vi si formerà così una pappetta dura.
Non fatevi prendere dal panico e resistete all'impulso di gettare il latte tutto d'un pezzo, per cui poco alla volta aggiungetene e mescolate bene in modo da sciogliere il maxi grumo di farina e uovo.
Pian pianino, aggiungendo il latte e mescolando bene vi ritroverete una pastella liquida e liscia e con un pò di pazienza (al massimo ci vorranno 5 minuti) i grumi non si formeranno.

La pastella ottenuta sarà, come detto su, molto liquida e immergendovi il dorso del cucchiaio vedrete che lo vela appena.



Lasciate riposare la pastella ottenuta per almeno una mezz'oretta per dare la possibilità agli ingredienti di conoscersi (cit. Rugiati).
E non stupitevi se dopo mezz'ora la pastella risulterà più spessa di come l'avevate lasciata, vuol dire che la farina ha assorbito del latte, quindi senza problemi aggiungetene ancora 2/3 cucchiai o più all'occorrenza e ricordatevi bene di mescolare la pastella perchè inevitabilmente la farina si sarà depositata sul fondo, fatto ciò siamo pronti per cuocere.

Prendete un pò di burro e fondetelo, fate scaldare il pentolino ANTIADERENTE (NB: più il pentolino è grande meno crepes verranno, e viceversa) munitevi di un pennello e spennellate il fondo del padellino col burro (questo secondo me è il miglior modo per avere la giusta quantità di burro/olio, ed evitare che la pastella galleggi nel grasso), prendete un pò di pastella e versatela nel padellino caldo ruotandolo per distribuirla bene, aspettate qualche minuto a fuoco non troppo forte e girate la crepes dall'altro lato, fatele assumere un bel colore dorato da entrambi i lati e mettetela a raffreddare su un piatto.
Continuate con dell'altro impasto, aspettate che cuocia e via, continuate così fino ad esaurimento della pastella, ricordandovi ogni 4/5 crepes di imburrare il padellino.

Ed eccovi la mia personalissima ricetta delle crepes, niente di eccezionale, ma ecco se voi doveste essere dei fissati come me penso che questa ricetta possa fare al caso vostro.



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mercoledì 6 luglio 2016

Crepes integrali alla crudaiola

Quando inizia a far caldo l'idea di accendere i fornelli mi fa immediatamente passare le fame, non so a voi, per cui per nutrirmi mangio frutta, insalata, pomodori, pomodori e pomodori.
Anche l'insalata di riso e la pasta alla crudaiola mi pacciono, ma non del tutto, per questo cerco sempre alternative valide.

Quando ho guardato una puntata di un programma di Benedetta Parodi ed ho visto queste crepes qui mi sono subito messa a farle e le ho adorate. Fresche, saporite e profumate, inoltre super versatili e belle da presentare.
Per la verità benedetta le chiude a pacchettino con un pò di porro, le completa con una spolverata di parmigiano e le mette in forno a gratinare.
Io mi sono proprio rifiutata in partenza di dare a queste povere crespelle una doppia cottura ed una botta di caldo aggratis, per cui per me queste sono diventate crepes alla crudaiola.


Per le crespelle: 
  • 2 uova 
  • 120 g di farina integrale 
  • 200/230 ml di latte 
  • olio 
  • sale
Per il ripieno:
  • pomodorini
  • caprino
  • basilico, olio sale e pepe

Ho mescolato la farina con le uova, poi ho aggiunto piano piano il latte, poi l'olio e il sale ed ho mescolato bene con una frusta fino ad ottenere una pastella morbida e senza grumi.
Per la consistenza io faccio la prova velo: prendo un cucchiaio lo immergo nella pastella e vedo quanta pastella vi rimane su, io generalmente voglio un velo non molto spesso per cui il cucchiaio deve diventare di un bianco moolto pallido. Se vi rendete conto che la pastella è troppo densa aggiungete altro latte, se invece è troppo liquida e non si rapprende in padella potrete aggiungere dell'altra farina setacciata e se si formeranno i grumi allora potrete filtrare tutto con un colino.

Ho scaldato una padella antiaderente e ho messo un goccio d'olio, asciugato l'eccedente e ho versato un mestolo di pastella (la quantità può variare in base alla dimensione del padellino), ho ruotato la padella in modo che il composto di distribuisse, ho aspettato un pò e poi ho giro la crepe. Ho ripetuto questa operazione fino a quando non ho terminato la pastella.

Ho lavorato il caprino con dell'olio del sale e dell'origano, ne ho spalmato un pò sulla crepes e ho aggiunto un trito di pomodorini, sale, olio e basilico. Ho chiuso la crespella e l'ho fermata con uno stuzzicadenti e ho bagnato con il sughetto dei pomodori.

Il ripieno può assolutamente variare, dentro può starci qualsiasi cosa, e mangiata a temperatura ambiente è veramente meravigliosa.


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martedì 24 maggio 2016

Cous Cous terra e mare - estivo, saporito e profumato


Ma buon pomeriggio ^_^ come al solito latito, come al solito studio e come al solito cucinare è tra le pochissimissime cose che mi riconciliano con il mondo. Mi si chiude il cervello - finalmente -  e via, mi sfogo, mi libero, creo, mi stanco e mi soddisfo. Mi basta poco a volte per stare meglio, mi basta un profumo, un sapore, un'idea che nasce e che deve per forza essere sviluppata.

La scorsa estate mi sono cimentata per la prima volta con il cous cous, non sono una grande fan, ma se cucinato bene e se condito a dovere mi piace molto.
Visto che ci stiamo avvicinando alla calda stagione vi lascio questa ricettina, semplice e buona ;)

Io ho fatto un cous cous terra e mare, con gamberi, seppioline, e vongole, e a dare cremosità un pesto di zucchine e basilico:
  • ho buttato in padella tutti i pesci, con aglio olio e un pò di vino bianco. Ho coperto ed ho aspettato che la vongole si aprissero, nel frattempo anche i gamberi e le seppioline tagliate sottili sono arrivate a cottura.
  • ho messo da parte il pesce ed ho tenuto l'acqua, l'ho filtrata e l'ho messa in un boccale graduato. Per far rinvenire il cous cous bisogna prenderne un tot di grammi e bagnarlo con la stessa quantità di liquido, io ho usato l'acqua del pesce + dell'acqua calda in aggiunta.
    Es: 250gr cous cous --> 100g di acqua delle vongole + 150 di acqua calda.
  • in una ciotola ho versato il cous cous e l'acqua, un goccio di olio e del sale e ho lasciato qualche minuto a rinvenire.
  • nel frattempo ho preparato il pesto: ho lavato e tagliato delle zucchine, le ho fatte rosolare in padella con aglio e olio e sale, una volta cotte le ho frullate nel mixer con basilico, mandorle e menta.
  • una volta rinvenuto il cous cous l'ho sgranato bene, ho aggiunto il pesto di zucchine e i pesci (ho sgusciato tutte le vongole per comodità), ho mescolato, ho aggiunto un filo d'olio ed ho servito con delle mandorle tagliuzzate e tostate in padella.


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domenica 7 febbraio 2016

La mia pasta preferita: spaghetti con pomodorini e basilico

Si, lo so che ormai tutti i miei post sono un continuo "scusate per la latitanza".
Si, lo so che non aggiorno il blog da mesi.
Si, lo so che ogni volta dico che sarò continua e non sparirò più, ma spero sappiate anche che l'università prosciuga più di quanto facciano i dissennatori in Harry Potter ed ho avuto talmente poco tempo che non mi andava di scrivere due cosette tanto per.

Il blog è una parte importante della mia vita e difficilmente scrivo solo ricette. 
In ogni post scrivo qualcosa di me e quando non lo faccio mi sembra talmente sterile che mi verrebbe voglia di cestinarlo immediatamente.
Ecco perchè a volte preferisco non scrivere piuttosto che scrivere qualche riga buttata lì per racimolare qualche visita..

Chiusa la parentesi e ritornando a me, finalmente la sessione invernale è finita e quindi torno a prendere possesso del mio computer, delle giornate che finalmente non saranno totalmente in funzione dello studio e spero, questa volta non faccio promesse, di non sparire, almeno per un pò.


Qual è il vostro piatto preferito?
Vi sembrerà strano, ma il mio, quello che mangerei ogni giorno e che mi fa sgarrare anche in termini di quantità è la cosa più semplice al mondo e sono gli spaghetti con i pomodorini e il basilico.

In questo piatto ci sono tutti gli ingredienti per portarmi in paradiso:
- gli spaghetti, possibilmente -ONI o vermicelli. Non sono una fan degli spaghettini che non riesco nemmeno a sentire sotto i denti, ma senza dubbio la pasta lunga -tutta- è la mia preferita. Ogni volta rischio di strozzarmi perchè dimentico sempre di masticare 4/5 volte prima di buttare giù, ma tra un piatto di spaghetti ed uno di mezze maniche ad esempio io non avrei dubbi.. Non so, ci prendo più gusto ad arrotolare e come detto su se generalmente mi concedo max 60/70g di pasta con gli spaghetti potrei superare di moooolto i 100g. Ma non diciamolo a nessuno.
- il basilico: è senza dubbio l'aroma che più adoro tra tutti. Lo metterei ovunque, anche nelle torte e non manca mai un sugo senza una manciata di basilico rigorosamente spezzettato a mano.
- i pomodoro. Il re dei condimenti. E' inutile, vince a mani basse. Questa pasta è fatta con i pomodorini datterini coltivati direttamente da mio padre. Sono delle caramelle in pratica. Dolcissimi e mangiati così.. anche a crudo. Ciò non toglie però che faccia questa pasta anche con i pomodori da insalata, sempre autoprodotti e sempre dolcissimi.

E' la pasta dell'estate, di quando torni dal mare alle 20 e non sai che cosa cucinare. E' la pasta che non scontenta mai nessuno e che ti fa fare la scarpetta in barba al galateo. Io la adoro ed è senza dubbio il mio piatto preferito.
PS: non fatela con la salsa. Questa è una pasta che io faccio SOLO in estate perchè non c'è paragone tra il pomodoro fresco e la passata. Anzi non sono una fan della passata di pomodoro. Cerco di usarla il meno possibile in inverno e se proprio devo uso quella che abbiamo fatto noi.
In inverno potete farla solo se avete i pomodori conservati nei barattoli, in calabria si usa tantissimo farli, anche più della salsa. Oppure fatelo con i pomodorini che avete congelato a fine estate, per il resto no. Aspettate i pomodori dolci e maturi ne varrà la pena.

Ingredienti:

  • pomodori o pomodorini freschi (dosi a piacere)
  • basilico
  • olio,sale,pepe qb
  • aglio
  • parmigiano
  • spaghetti, spaghettoni o vermicelli
Lavate bene i pomodori e tagliateli alla bell'e meglio, si disferanno da soli in cottura.
Sbucciate uno spicchio d'aglio e fatelo rosolare in una padella con l'olio, appena inizia a sfrigolare aggiungete il pomodoro.

NB: Io, come detto su, non tolgo mai la buccia ai pomodori per due motivi:  perchè i pomodori provengono dalla mia campagna e so come sono coltivati, e poi perchè di solito la pellicina è sottilissima e non da fastidio in bocca.
Se voi li doveste comprare o se invece la buccia è spessa o se vi dovesse dar fastidio allora spellateli: fate un'incisione ad X nella parte di sotto del pomodoro/ino e immergetelo in acqua bollente per qualche minuto. Quando la buccia inizierà a sollevarsi scolateli, immergeteli in una ciotola con acqua fredda e poi con le mani tirate via la buccia. Dopodichè tagliateli e procedete come da "ricetta".

Fate rosolare anche i pomodori, salate, pepate, aggiungete il basilico e "ammaccate" il tutto con una forchetta o un cucchiaione per ridurre i pomodori a crema. Coprite con il coperchio facendo attenzione che il sugo rimanga sempre umido e mai asciutto e dedicatevi alla pasta. 
Quando l'acqua della pasta bolle caliamo gli spaghetti e facciamoli cuocere fino a quando non saranno molto al dente.
Intanto i pomodori avranno rilasciato la loro acqua e noi dovremo mantenerla e mai farla asciugare troppo, infatti non appena la pasta avrà raggiunto il giusto grado di cottura la tuffiamo nel sugo molto "lasco", lasciamo che la pasta assorba tutto e arriva a cottura. 
(Mi dispiace che dalla foto non si veda bene per via della luce sparata, ma gli spaghetti erano rossicci perchè si erano impregnati di sugo)
Semmai servisse possiamo aggiungere un pò di acqua di cottura e lasciamo che l'amido della pasta crei la cremina perfetta. 
Aggiungiamo a fuoco spento una manciata di parmigiano, del basilico a crudo e serviamo.

Buona goduria.

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venerdì 9 ottobre 2015

Risotto giallo con spinaci e salsiccia


Ingredienti:

  • riso
  • salsiccia
  • spinaci
  • zafferano
  • acqua
  • sale, pepe, olio
  • parmigiano
  • cipolla
  • burro


Lessiamo gli spinaci in abbondante acqua salata, una volta cotti li scoliamo, tenendo da parte l'acqua, li strizziamo e li tritiamo leggermente.
Iniziamo a fare il risotto preparando un trito sottilissimo di cipolla che faremo rosolare con una noce di burro e un goccino di olio.
Aggiungiamo il riso e facciamo tostare bene, aggiungiamo la salsiccia e bagniamo subito con l'acqua degli spinaci. Iniziamo a mescolare energicamente aggiungendo via via l'acqua di cottura degli spinaci fino a quando il riso non si ammorbidirà, sul finire della cottura aggiungiamo gli spinaci e lo zafferando sciolto in un pò di acqua calda.
A fuoco spento aggiungiamo il pepe e il parmigiano e serviamo.


martedì 6 ottobre 2015

Pomodori gratinati con panatura al basilico

Avete ancora la fortuna di trovare qualche pomodoro maturo e succoso?
Fateli così, ora accendere il forno non è una così grande sofferenza e vi ritroverete in pochi minuti un contorno gustosissimo e adatto da accompagnare a carne o pesce, ma che va benissimo anche mangiato da solo.


Ingredienti:
  • pomodori per insalata sodi
  • parmigiano
  • pecorino
  • mollica di pane raffermo
  • aglio
  • basilico
  • origano
  • pepe, sale olio qb



Preparate la panure con la mollica del pane raffermo (non usate il pangrattato, non è adatto per fare la panatura aromatizzata), tagliatela a pezzettoni e mettetela nel tritatutto con basilico e aglio.

Fate andare le lame fino a quando non sarà ben amalgamato, prendetene 3/4 cucchiai e mescolatelo con un pò di parmigiano, pecorino e origano in una ciotola.

NB: la panatura che rimane mettetela in un contenitore di plastica e conservatela in congelatore, si manterrà benissimo.


Tagliate i pomodori a fette, disponeteli sulla teglia e salateli leggermente.
Cospargeteli con la panure, un giro d'olio e infornate a 180° fino a quando la panatura non diventerà ben gratinata e croccante. Se necessario gli ultimi minuti impostate in forno in modalità grill e mettete la teglia nella parte alta del forno, vicino alle resistenze.



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venerdì 18 settembre 2015

Nachos homemade

Oramai sono diventata patita della cucina messicana. Ho provato a fare tanti manicaretti e tutti mi hanno dato una gran soddisfazione perchè si tratta generalmente di piatti unici tutti stra ricchi e conditi, e un sol boccone ti sazia da qui all'eternità.
Può piacere o non piacere, ma sicuramente è un tipo di cucina che soddisfa.

Mi sono aperta anche all'avocado, frutto che io non conoscevo ed ho gustato la guacamole (qui), ma mi attiravano tantissimo i nachos, quei triangolini fatti di farina di mais che puoi gustare con taaante salsine, ma l'idea che mi solletica di più è quella di vederli totalmente cosparsi di una salsa al formaggio fuso.
Libidinoso.

Non so perchè io abbia deciso di voler fare i nachos in casa visto che si trovano comodamente nelle buste, però a conti fatti devo dire che son molto più buoni quelli homemade che non quelli imbustati.

La "ricetta" non merita nemmeno di essere chiamata così, visto che è più vaga dei miei discorsi al mattino appena sveglia, ma ad onor del vero mi sono mossa spinta dall'istinto, non sapevo dove sarei approdata e ho fatto aggiunte e modifiche in corso d'opera.

Voi prendete questo post per quello che è: un'idea.


Per ricreare la harina masa che sarebbe una farina di mais molto raffinata ho frullato al tritatutto la farina di mais per polenta e la farina 00. Diciamo che per ogni cucchiaio di 00 ne mettevo due di farina di mais. Ho frullato fino ad ottenere una farina più sottile e che somigliasse vagamente alla masa.
In una ciotola ho mescolato la farina con un pò di sale e un giro di olio ed ho aggiunto acqua necessaria a formare una palletta di impasto asciutta ma lavorabile.

Ho foderato una teglia con della carta forno e l'ho spennellata con olio, ho steso sottile la pasta con un mattarello ho messo la sfoglia sulla carta, pennellando con olio anche la parte superiore.

Ho fatto cuocere a 200° fino a doratura girando delicatamente da una parte e dall'altra la sfoglia.

Col senno di poi mi rendo conto che prima di mettere la sfoglia sulla teglia avrei dovuto tagliare i pezzettini, perchè una volta cotti saranno talmente croccanti da fare un macello ovunque.
Se i miei nachos sono irregolari è solo per quello.. ma erano buonissimi intinti nella salsa bbq.

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venerdì 14 agosto 2015

Gnocchetti di rucola

C'era una volta un uomo che coltivava la terra. Piantava ogni tipologia di verdura, si divertiva a vederla crescere e poi provava una soddisfazione immensa a mangiare e a sbandierare ai quattro venti che si trattava di prodotti propri.
Succedeva ogni volta così, eccetto che con la rucola.
Nella sua campagna cresceva un alberello di rucola selvatica estremamente amara e che faceva inorridire tanto l'uomo, quanto i suoi figli.

Un bel giorno la moglie del contadino decise di trovare una soluzione per far mangiare la rucola a tutti e si inventò questa bella ricetta...

Da allora la rucola selvatica non cresce più, ma questi gnocchetti sonio diventati un must nella loro famiglia.


Per 4 persone:
  • 100g di rucola
  • 12 cucchiai ben pieni di farina
  • acqua qb
  • sale
  • salsa di pomodoro
  • formaggio da grattugiare sopra
In un pentolino aggiungete un pò d'acqua, portatela ad ebollizione e fate lessare all'interno la rucola.
Occorrerà un minutino soltanto, giusto il tempo che la rucola appassisca, dopodichè con una schiumarola sollevatela e mettetela nel bicchiere del mixer. Non serve scolarla troppo perchè nel mixer servirà comunque un pò d'acqua: orientativamente deve coprire a filo la rucola.

Date un colpo di mixer e dovrete ottenere una poltiglia simile a quella che vedete nelle prime due voto.. liquida e ovviamente con la parte più fibrosa che si è depositata in fondo.
Aggiungete più o meno 12 cucchiai di farina e un pò di sale. 
Mettetene poco alla volta e mescolate fino ad ottenere un "impasto" molto appiccicoso e colloso, che se mescoli con un cucchiaio tende ad aggrapparsi allo stesso.
Comunque trattasi di una questione di gusti: più farina mettete più gli gnocchetti verranno duri.




Preparate un sugo di pomodoro semplice con dell'aglio e del basilico e nella pentola con l'acqua salata in ebollizione tuffate gli gnocchetti.
Il mio metodo è il seguente: uso due cucchiaini bagnati, con uno prendo un pò di impasto e con l'altro lo faccio scivolare nella pentola.
Non prendete troppo impasto perchè nell'acqua tende a gonfiare. e fate questo lavoro poco alla volta, e quando gli gnocchetti saliranno a galla saranno pronti per essere scolati e tuffati nel sugo.
Mescolare bene, grattugiare un formaggio a piacimento e servire.

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domenica 29 marzo 2015

Crostata di farro alla marmellata di lamponi

Io nel mio blog vi parlo sempre di come sono cambiate le mie abitudini alimentari da qualche anno a questa parte, e a volte sembra che chissà quanti anni abbia o quale tipo di mangiare sregolato preferissi.
Gli anni sono solo 22, ma da qualche anno sono lontana dalla mia casa e anche dalla mia regione perché frequento altrove l'università.



Quindi non ho più la mamma che mi coccola con le cose che mi piacciono di più, ne ho i genitori che mi fanno la spesa e ai quali chiedere di comprarmi tutti quello che voglio.
Ormai sono io al 100 % che decido la mia quotidianità, e mi rendo conto che non è facile organizzare tutto, soprattutto se non hai un fondo illimitato da cui attingere i soldi.
Per cui vai via da casa e impari a far quadrare i conti, impari a fare la spesa, impari a scegliere le occasioni, impari a mangiare e a capire il valore del cibo. Capisci soprattutto che non si può mangiare sempre male, né quello  che più piace, e quindi si impara ad allacciare un rapporto di amicizia con ingredienti che prima non avremmo neanche voluto sentir nominare.
Ma queste cose fin quando sei a casa coccolato non le capisci, ma poi capita di andare via e invece tutto assume un diverso valore.



Come al solito faccio i preamboli e poi dimentico tutto...
Comunque, qualche tempo fa ho comprato una deliziosa confettura di lamponi.
Senza zuccheri aggiunti, quindi dolce e aspra al punto giusto.
E l'ho comprata prevalentemente per farci colazione al mattino, e per spalmarla su una bella fetta biscottata con burro.

Io che la marmellata fino a qualche anno fa la detestavo..
Eppure non si può mangiare ogni santa mattina cappuccino e cornetto homemade no?
Fatto sta che ora la gradisco molto, e addirittura per non sprecarne neanche un cucchiaino ho deciso di impiegarla in questa preparazione.
E' inutile che dica che neanche la crostata (per via della marmellata) era un dolce da me amato no?
Eh, si cambia..


Nel fare la crostata mi ha molto ispirata Ilaria, blogger di Campi di fragole per sempre.
Io amo lei, il suo blog e le sue foto.. e mentre mi perdevo guardando le sue meraviglie ho visto questa crostata e mi è subito venuta l'ispirazione. La sua è sicuramente più bella della mia, ma ho ragioni validissime per pensare che la mia fosse buona sicuramente quanto quella fatta da lei:

Per una crostata piccolina:
  • 65g di farina di farro
  • 60g di farina 00
  • 60g di burro
  • 60g di zucchero
  • 1 pizzico scarso di sale
  • 1 uovo piccolo (o metà uovo medio)
  • 2g di lievito per dolci
  • scorza d'arancia, di limone o vaniglia
  • marmellata di lamponi
Inizio subito col dire che ho fatto mia la ricetta della frolla di Paoletta, l'unica differenza è che ho fatto 1/4 della dose.
Ho usato uno stampo da plumcake perché volevo una crostatina piccola per riuscire finirla in pochi giorni. (Visto che a mangiare dolci, quelle poche volte che ne faccio, sono solo io..)

Per la frolla Paoletta dice:
"Prendere una larga ciotola e tagliarvi dentro il burro, che avremo messo a temperatura ambiente mezz'ora prima (in estate bastano appena 15'), a pezzetti non troppo piccoli. Unire l'aroma scelto, versarvi ora sopra lo zucchero e strizzare con le mani, il più velocemente possibile, fino a che burro e zucchero si saranno amalgamati fra di loro.
Prendere ora le uova e aprirle nel composto di burro e zucchero e maneggiare il composto con una frusta a mano, ma molto grossolanamente.
Preparare ora sulla spianatoia la farina a fontana che avremo setacciato col lievito e il pizzico di sale.
E versarvi dentro il composto.
Compattare velocemente per evitare che il burro si scaldi.
Mettere in frigo almeno 3 o 4 ora prima dell'uso, meglio se si prepara il giorno prima."



Ho ricavato un rettangolo di un paio di cm più grande della base della teglia da plumcake, l'ho foderata con la carta forno e ho modellato la frolla sulla base della teglia.
Ho aggiunto qualche cucchiaiata di marmellata, ho ricavato dalla frolla in eccesso le striscette per la superficie della crostata e infornato a 180° fino a doratura della crostata.

A me è avanzata ancora un po' di frolla, quella che è rimasta l'ho surgelata, e presto vi farò vedere come l'ho usata.


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giovedì 19 marzo 2015

Risotto zucca e funghi

Quest'anno, giù da me in Calabria, si è trovata una zucca rossa e dolce come non capitava da tempo, e mia sorella che i risotti li fa benissimamente mi ha deliziato con dei risotti alla zucca che mi hanno fatto letteralmente innamorare di questo piatto - ed io non sono mai stata una fan né del risotto, né della zucca - così un giorno mi ha proposto di fare il risotto zucca e funghi - ed io sono una grande fan dei funghi - e così è venuta fuori questa meraviglia.


Ingredienti:
  • riso carnaroli ( io per misurarlo uso mezzo bicchiere a testa)
  • zucca (quantità a piacere)
  • funghi secchi
  • cipolla
  • prezzemolo
  • acqua
  • olio sale pepe qb
Per prima cosa mettere a mollo i funghi secchi in acqua calda per una mezz'oretta. Trascorso questo tempo scolare i funghi con una schiumarola e buttare via l'acqua con tutte le impurità. Tritare bene i funghi e metterli nuovamente a mollo in un pentolino con acqua bollente.

Intanto pulire la zucca eliminando i semi e la buccia e tagliarla a pezzettini piccoli.
In una pentola adatta far rosolare un po' di cipolla tritata con dell'olio, poi far tostare il riso sfumare con un po' di brodo di funghi e aggiungere la zucca.
Iniziare dunque a mescolare e ad aggiungere man mano brodo di funghi fino ad arrivare a cottura.
Verso la fine aggiungere i funghi secchi tritati, del sale, del pepe e del prezzemolo.
Mantecare a piacere con del burro o del parmigiano.

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domenica 15 marzo 2015

Pasta con le sarde | La pasta della Vigilia di Natale

Inizio con una premessa: io la so bene la differenza tra sarde e acciughe, e so anche benissimo che per fare questa ricetta non servono le sarde, ma le acciughe sotto sale, quella nella grossa latta
E quindi perché mi ostino a chiamarla pasta con le sarde?


Boooh.. in casa mia le acciughe sotto sale si sono sempre chiamate sarde, mia nonna le chiamava così, mia mamma le ha sempre chiamate così e quindi le chiamo anche io sarde.
Dopotutto è una pasta super povera, una pasta della tradizione e quindi io perseguo, errando, con questa tradizione di famiglia che vuole che le acciughe si chiamano sarde.

Aperta e chiusa parentesi, continuiamo con le cose sconclusionate. Tra un po' è ferragosto ed io vi presento il piatto tipico (della mia famiglia) della vigilia di Natale?
Eh si, mi è girata così.. anche perché quella di destinare un piatto ad un solo giorno, ad una sola occasione è una convenzione a tratti stupida.. come se il resto dell'anno non si potesse poi riprodurre quei piatti.

Per cui siccome è una pasta povera ma buona, siccome è molto molto facile da fare io ve la propino, poi se la farete per Natale, per Pasqua o per San Lorenzo.. affari vostri :D

Ingredienti:
  • filetti di acciughe sotto sale
  • mollica di pane
  • olio
  • spaghetti
  • aglio
Le acciughe sotto sale vanno sciacquate bene e condite con olio, peperoncino, aglio a filetti, origano e abbondante olio, ed è consigliabile fare questa operazione qualche giorno prima per far insaporire bene le acciughe. In alternativa potete usare le acciughe sott'olio dei supermercati.

Calate gli spaghetti salandoli poco, e solo dopo preparate il condimento che è veramente rapidissimo:
in una padella antiaderente fate sciogliere a fuoco lento le acciughe con 3/4 cucchiai di olio e uno spicchio d'aglio.
In un altro padellino fate tostare la mollica senza olio e tenete da parte.
Se avete pazienza sbriciolate la mollica del pane, se non ne avete andrà bene il pangrattato.
Scolate la pasta nel sughino di acciughe e spolverate con la mollica.
Fate saltare bene la pasta e servite.

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domenica 15 febbraio 2015

Roselline di zucchine con philadelphia, bresaola e pomodori secchi


Ho voluto essere romantica col titolo, per ricordare in primis a me stessa che io innamorata lo sono di tante cose: di Matteo, della Mia Famiglia, di Mia Nonna, del Cibo, del mio Kindle..uff.. la lista è infinita, e la cosa bella è che lo sono sempre e non solo un giorno, quando lo sono improvvisamente tutti.

Per San Valentino il mio blog non si è tinto di rosa, non sono comparsi cuori e altre cose sdolcinate, e la scelta di pubblicare queste roselline proprio giorno 15 e non il 14 non è casuale.
A parte che oggi è il nostro mesiversario, 43 mesi che stiamo assieme, e quindi se devo essere un po' più smielata del solito preferisco esserlo oggi, inoltre se d'ora in poi pubblicherò cose smielate e cuoricinose abbiate pietà, non sono impazzita e non ho sbagliato periodo.. ma è la mia forma tacita di protesta contro chi sfrutta queste occasioni per fare carinerie e gli altri 364 giorni dimentica di avere qualcuno a fianco.
Queste roselline sono parenti un po' più raffinate di quelle con philadelphia e salmone affumicato.
E le ho chiamate roselline perché quella fettina di bresaola, di un amaranto tendente al rosso, che spunta mi da proprio l'idea di una rosa, e siccome io ricevo tante tantissime carinerie e attenzioni, ma fiori mai (amore non leggere eh..) adesso i fiori inizio a crearli io o almeno ad immaginarli.

Ingredienti:
  • 2 zucchine
  • 1 panetto di Philadelphia
  • bresaola qb
  • 2/3 pomodori secchi sott'olio
  • olio, sale, basilico.
Lavare e tagliare a fettine le zucchine. Lo spessore decidetelo voi, tenendo in condirezione che se troppo spesse non si riescono ad arrotolare, mentre se fatte troppo sottili si spezzano. In base a quanto spesse le tagliate ne ricaverete di più o di meno.

Le fettine di zucchine possono essere o grigliate o anche lessate in acqua bollente salata, per 30/60 secondi o comunque giusto il tempo di ammorbidirle ma senza disfarle.
Dopodiché condirle in un piatto con dell'olio e lasciarle al caldo.
Le fettine più brutte, quelle esterne o quelle meno precise trattatele allo stesso modo, ma tritatele finemente, assieme ai pomodori secchi e aggiungete tutto al formaggio spalmabile lavorato con un po' di olio e del basilico sminuzzato.

A questo punto allargate le fette di zucchine in modo che si possano agevolmente arrotolare, e aiutatevi o con la sac à poche senza bocchetta o con un cucchiaino disponendo un po' di farcia e una strisciolina di bresaola. Arrotolare e servire.

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martedì 23 dicembre 2014

Torrettine capresi.. e buone feste!!

Con quale faccia tosta mi presento dopo quasi 3 settimane dall'ultima volta con una ricetta per niente ricettata e per di più estiva?
Innanzitutto facciamo un passo indietro, sono a casa mia, con un bellissimo albero dorato che mi guarda, circondata dalla mia famiglia e dedita solo al relax.



Queste ultime settimane tra studio, esami e partenza sono state un caos.
Il massimo che mi sono concessa è stato pasta e sugo e piadine, non proprio cose tali da meritare un posto nel blog, mentre ora che sono tornata a casa oltre al dolce far nulla ci sono in programma anche molte molte ricette belle e buone.

Le torrette sono una delle tante cosine-ine che ho preparato a Pisa nei giorni super pieni, amo pomodori e mozzarella, soprattutto se quest'ultima è di bufala, mi fanno sentire i sapori e vedere i colori dell'estate. Tra l'alto li ho subissati di spezie, quelle che io amo: origano, pepe e basilico.
Un tripudio di odori, colori e sapori.
Ho dato loro questa simpatica forma che a me personalmente ricordano tanti piccoli babbo natale, quindi con l'augurio che queste feste portino a tutti voi tanta felicità, con la promessa di fare cose più elaborate di una caprese, che comunque ha sempre il suo perché, e di essere più presente io vi auguro Buon Natale di cuore.
Ah, volete realmente sapere come ho preparato le torrette? :P

A presto,
Maria.

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domenica 30 novembre 2014

Simil Purea di patate e carote con... fonduta insolita al parmigiano.

L'altra sera avevo voglia di purè, quello classico di patate da accompagnare ad un secondo di carne, e soprattutto avevo voglia di farlo totalmente io il purè perché sebbene mi piaccia tantissimo lo preparo sempre molto poco e anzi mi rifugio sempre nelle bustine, che mi piacciono pure, ma quello fatto in casa è tutta un'altra storia..
 
 
 
 
Così vado verso il ripostiglio per prendere le patate e vedo che ce ne sono solo 3, ma piccole.
Ho pensato "ma dove penso di andare con 'ste 3 noci?", effettivamente un purè per 2 persone non l'avrei mai e poi mai ottenuto, così, non volendo abbandonare l''idea del purè, non desisto, vado in frigo cercando qualcosa da poter aggiungere e prendo tre carote.
Penso che sicuramente qualcosa di commestibile l'avrei ricavata, onestamente no avevo mai fatto un purè che non fosse quello di patate, e quindi ho sperimentato tutto lì per lì.
E del resto qualcosa di buono ho ottenuto.
L'ho chiamato "Simil" purea perché non l'ho fatto ben sodo come normalmente il purè è, ma gli ho dato una consistenza a metà tra la vellutata e il purè appunto. Per di più l'ho impreziosito con una fondutina di parmigiano sciuè sciuè che è stata molto apprezzata.

Dunque, in due pentolini ho messo dell'acqua e ho cotto separatamente le patate e le carote.
Queste ultime le ho scolate eliminando anche l'acqua di cottura, mentre le patate le ho sollevate con una schiumarola tenendo da parte l'acqua.
Le verdure le ho schiacciate con uno schiacciapatate ancora calde, le ho salate ho aggiunto una noce di burro, e latte quanto è bastato per ottenere la consistenza che mi piaceva. Solitamente metto il parmigiano nello stesso momento in cui aggiungo latte e burro, questa volta ho deciso di aggiungere il formaggio in maniera diversa..
 
Nell'acqua di cottura delle patate infatti (io ne avevo poca e l'ho lasciata tutta, nel caso fosse troppa usatene poca alla volta) ho aggiunto del parmigiano grattugiato e del latte, con un fuoco dolcissimo e sfruttando l'amido delle patate ho fatto addensare girando costantemente con una frusta. Le dosi non sono precise perchè sono andata ad occhio, il mio consiglio è quello di assaggiare via via per decidere se aggiungere più formaggio o più latte.

Ho servito in una ciotola mettendo metà purea sul fondo, una cucchiaiata di fondutina e ho ricoperto con la purea. Ho completato con del basilico, del pepe nero e un po' di olio.

 
 
 
 
Con questa ricetta partecipo al contest Orange is the new black

http://blog.giallozafferano.it/colkitchenphotos/orange-is-the-new-black-gli-scones-zucca/
 
 
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martedì 18 novembre 2014

Il risotto al dado.. che fa passare il raffreddore

Qualche giorno fa sono stata assalita dall'influenza.
In realtà è anche tardata ad arrivare, perché considerato il fatto che sono più delicata del cristallo quando si parla di possibili raffreddori e che qui il tempo è ballerino devo ringraziare che il raffreddore sia arrivato solo ora e che se ne sia già andato, perché conoscendomi sarebbe potuta andare molto peggio.
Senza entrare nel dettaglio della mia influenza c'è da dire che ho avuto più giorni per rimanere a casa e per coccolarmi col cibo, senza ingurgitare schifezze, né cose pesanti, e preferendo di contro cose genuine e CALDE.
Si perché il filo conduttore della mia influenza è stato il mal di gola che non mi ha abbandonato senza farmi penare, e quindi ho cercato di contrastarlo con tutto ciò che mi potesse ustionare la lingua ma dare un beneficio alla gola infiammata.
In teoria quando ho deciso di fare il risotto doveva essere una cosa pura e semplice, senza niente.. invece poi l'ho arricchito ed ne ho fatto un risotto sorprendente (nel senso che non mi aspettavo che nonostante la semplicità potesse essere così buono).
Dal colore dorato e dal sapore delicato ma saporito, proprio come piace a me.




 


Servono pochissime cose:

In una pentola fate scaldare dell'acqua nella quale far sciogliere il dado vegetale Bauer.
Ne consiglio l'utilizzo in quanto è di altissima qualità, ed essendo un risotto a base di dado è bene che l'ingrediente principale sia all'altezza. Questo dado lo è perché il suo sapore è ricco ma non artificioso, è saporito ma non fastidiosamente salato, e inoltre arricchisce anche visivamente il risotto in quanto gli conferisce un colore pastello veramente particolare.
Tagliare la cipolla a dadini e in una pentola farla rosolare con il burro.
Aggiungere un cucchiaio di brodo affinché diventi trasparente e una volta evaporato mettervi il riso a tostare per 1/2 minuti.
Aggiungere ancora brodo e mescolare costantemente per far si che il riso rilasci l'amido. Continuare fino a quando il riso sarà cotto.
Lasciarlo particolarmente all'onda.
E' possibile mettere il parmigiano o il burro in mantecatura, ovviamente fuori dal fuoco, ma io ho omesso questo passaggio in quanto convalescente.. e poi perché non volevo che il sapore del dado fosse coperto.
Quindi io ho semplicemente completato con del parmigiano tagliato a scaglie e un giro d'olio.
Semplice, ma ottimo.